Sborgia: alberi secolari rischiano di morire

19 Aprile 2016

Cepagatti, una mozione dell’assessore comunale contro le potature selvagge di decine di piante

CEPAGATTI. Stop alla potatura selvaggia di alberi e querce secolari sulle strade e nelle campagne di Cepagatti. A denunciare i tagli su tutti i rami delle rigogliose e maestose piante, che restano di fatto con il solo tronco, è l'assessore comunale alla Sanità, Camillo Sborgia, promotore di una mozione a salvaguardia del patrimonio arboreo.

«Tagliare in modo sconsiderato le nostre bellissime querce, spogliandole del tutto dei rami, significa destinarle alla morte sicura» dice Sborgia, che contesta «una pratica molto diffusa da queste parti, ma che secondo me crea danno all'ambiente, oltre che essere vietata dalla legge regionale numero 3 del 2014, sulla tutela e la valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo d’Abruzzo. Il comma 1 della legge vieta infatti qualsiasi grave menomazione alle capacità e potenzialità vegetative delle piante forestali isolate o disposte a gruppi o in filari, situate fuori dai centri urbani».

La potatura, così come viene praticata a Cepagatti, rischia di essere quindi un'operazione devastante e letale per le querce, che nel giro di poco tempo, non avendo più la forza per rigenerare una nuova chioma, possono seccarsi e morire. «Ho parlato con molti agronomi. Tutti confermano che un’operazione siffatta» aggiunge Sborgia «mina le capacità rigenerative degli alberi, in molti casi porterà alla loro morte per marciume e attacco da parte di insetti xilofagi. Mi è stato detto inoltre che alberi potati in questo modo possano sviluppare facilmente marciumi interni, non visibili, che rendono gradualmente gli alberi pericolante, quindi pericolosi».

Nella mozione in Consiglio comunale, che andrà in discussione nei prossimi giorni, l'assemblea civica s’impegnerà a divulgare i contenuti della legge che vieta i tagli selvaggi.

Gabriella Di Lorito

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