Scaduto il bando da 39 milioni: c’è un offerente per le Naiadi

19 Settembre 2023

Questa mattina l’apertura delle buste, poi una commissione valuterà il piano dell’associazione In ballo ci sono la gestione ventennale dell’impianto sportivo e il futuro di cinquanta dipendenti 

PESCARA. Il bando da 39 milioni per la gestione ventennale delle Naiadi non è andato deserto: entro le ore 12 di ieri, termine ultimo per farsi avanti, è arrivata almeno una risposta. Negli uffici della Regione Abruzzo, nessuno dice chi ha presentato l’offerta: un’informazione che rimarrà riservata ancora per poco visto che, alle ore 12 di oggi, è fissata una seduta per l’apertura delle buste. Da oggi, la riapertura delle piscine, chiuse ormai da oltre un mese e finite al centro di uno scontro politico tra centrodestra e l’asse Pd-M5S, potrebbe essere vicina.
Dal 1° settembre scorso, Le Naiadi sono state affidate direttamente fino al 31 dicembre, con un provvedimento d’urgenza, all’associazione Club Aquatico di Pescara ma, a distanza di 18 giorni, l’impianto è ancora sbarrato con i lucchetti.
Dopo la gara andata deserta il 31 luglio scorso, con la scadenza poi rettificata e spostata in avanti fino a ieri proprio per favorire la ricerca di un gestore, la notizia che qualcuno si sia candidato per gestire il complesso assume i connotati di uno spiraglio di speranza: con la fine della gestione della Pretuziana di Teramo, quasi cinquanta persone hanno perso il posto di lavoro.
Il Club Aquatico potrebbe essere un potenziale offerente: il 31 luglio scorso, l’associazione presieduta da Riccardo Fustinoni ha richiesto alla Regione «il differimento dei termini per presentare offerta».
Adesso, si mette in moto un procedimento amministrativo che, secondo i documenti della gara, potrebbe durare fino a un massimo di tre mesi anche se il presidente della Regione Marco Marsilio (FdI) e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) sperano di chiudere la partita prima, per ridare Le Naiadi agli oltre mille atleti sfrattati.
Di certo il primo passaggio dopo la scadenza del bando, è la nomina di una commissione composta da tre membri: saranno loro a decidere se il piano delle offerte per le piscine con 55 anni di anni di storia è plausibile oppure no. «La Regione Abruzzo si riserva di nominare un componente della commissione giudicatrice da individuare tra il proprio personale», sottolinea il bando. Poi, c’è la valutazione della congruità delle offerte tecniche: in caso di più offerte, quanto possa durare questa fase non è possibile quantificarlo tra «sedute riservate e/o virtuali». Se fosse necessario, poi, ci sarebbe anche la verifica di eventuali offerte ritenute anomale e il termine si allungherebbe ancora: «Il rup richiede al concorrente la presentazione delle spiegazioni, se del caso indicando le componenti specifiche dell’offerta ritenute anomale. A tal fine, assegna un termine non inferiore a 15 giorni». Se tutto filasse liscio, a questo punto, la commissione potrebbe fare una proposta di aggiudicazione al rup e si aprirebbe la fase della «verifica del possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico finanziario». A seguire, «la stipula del contratto avviene entro 60 giorni dall’intervenuta efficacia dell’aggiudicazione». Passato questo termine, la riapertura non sarebbe ancora possibile: «All’atto della stipulazione del contratto e in ogni caso entro il termine perentorio di giorni 15 dalla data di ricezione della relativa richiesta, l’aggiudicatario deve presentare la garanzia definitiva da calcolare sull’importo contrattuale».