Scafa, carenza di pediatri: l’ira delle mamme

Solo due medici per quasi 3mila bambini. Dopo gli appelli alla Regione, i genitori scrivono al ministro
SCAFA. Prima hanno contattato il garante dell’infanzia Maria Concetta Falivene e l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Poi, negli ultimi giorni, i 13 sindaci dei Comuni del distretto sanitario di Scafa, la segreteria del ministro della Salute Roberto Speranza e persino alcune trasmissioni tv nazionali come “Le Iene” e “Striscia la notizia” per cercare di sensibilizzare la politica nazionale e l’opinione pubblica su «un problema gravissimo che riguarda la salute di 2.918 bambini in età pediatrica» della Val Pescara che in piena pandemia si sono ritrovati con appena due medici e senza risposte da parte delle istituzioni. Loro, i circa 230 genitori riuniti nel gruppo “Mamme e pediatri”, annunciano una mobilitazione per ribadire la necessità di assegnare nuove sedi ai pediatri inseriti nelle graduatorie del distretto sanitario di Scafa, affinché ai loro figli siano garantite «cure adatte all’età pediatrica». Come è accaduto anche a Pescara e in altri territori della provincia, infatti, nel distretto sanitario di Scafa i pediatri andati in pensione o trasferiti in un altro luogo non sono stati sostituiti. Anziché attingere come da prassi dalle graduatorie, con una delibera della Regione del 25 gennaio scorso è stata prevista una deroga di tre mesi ad ampliare il massimale di pazienti per gli appena due pediatri rimasti sul territorio. Il tutto a fronte di una platea di 2.918 bambini da 0 a 14 anni e di un massimale previsto per legge di 800 pazienti per ogni professionista. «Ma una media di 1500 pazienti per ogni dottore è un numero assurdo che va oltre ogni limite massimo stabilito da qualunque norma», rimarca una mamma, Silvia Gioffrè, portavoce del gruppo dei genitori, «le graduatorie ci sono, non capiamo perché non le facciano scorrere e perché ai nostri figli non debba essere garantito il diritto alla salute come per tutti gli altri bambini. La nostra battaglia va avanti da novembre, ma purtroppo siamo arrivati al punto che i politici locali non ci rispondono più. A parte il garante dell’Infanzia, con la quale siamo in contatto quasi quotidianamente, l’assessorato regionale alla Sanità ha smesso di ascoltarci e lo stesso hanno fatto i 13 sindaci del territorio che ho contattato tramite pec». Le mamme e i papà di Scafa, Abbateggio, Alanno, Caramanico, Cugnoli, Lettomanoppello, San Valentino, Sant'Eufemia, Manoppello, Serramonacesca, Roccamorice, Turrivalignani e Salle hanno affidato le loro preoccupazioni al ministro Speranza, riconfermato alla guida del dicastero alla Salute anche con il Governo Draghi. «Dalla segreteria hanno giudicato anomala questa situazione», rimarca Silvia Gioffrè, «adesso siamo in attesa di essere ricontattati. Ma nel frattempo abbiamo chiamato le trasmissioni tv “Striscia la notizia”, “Le Iene” e la rubrica “L’indignato speciale” del Tg5. Andremo avanti fino a quando non ci chiuderanno in faccia l’ultima porta. Lo facciamo per il bene dei nostri figli».
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