Scafa, si dimette il vice sindaco: altro scossone alla giunta Giancola

SCAFA . Secondo scossone alla giunta comunale diretta dal sindaco Maurizio Giancola, quello provocato dalle dimissioni, del vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Giordano Di Fiore. Lo scorso 18...
SCAFA . Secondo scossone alla giunta comunale diretta dal sindaco Maurizio Giancola, quello provocato dalle dimissioni, del vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Giordano Di Fiore. Lo scorso 18 maggio, invece, a lasciare l’incarico in giunta, fu l’assessore all’urbanistica Antonio Buccella.
Lo strappo di Di Fiore è avvenuto durante la fase di conclusione del consiglio comunale di giovedì scorso, al quale assisteva un numeroso pubblico in diretta streaming.
Motivo dell’insanabile dissapore la volontà della maggioranza di cedere l’area comunale della ex Sama alla Asl di Pescara per edificarla e realizzarvi un edificio e relativi servizi, da adibire a distretto sanitario, scongiurando la possibilità della ristrutturazione di quello in esercizio in paese, che avrebbe comportato lunghi tempi tecnici e la probabile perdita del servizio sanitario, che oggi costituisce un punto di riferimento dell’intera Val Pescara.
Una nuova costruzione che utilizzerebbe circa quattro milioni di euro già resi disponibili dalla Asl, da completare nel tempo di 24/36 mesi.
Un progetto che, se dalla maggioranza viene giudicato di importanza strategica per il paese, perché oltre a recuperare un’area dismessa, costituirebbe il volano per un ulteriore sviluppo di servizi e assetto urbanistico del zona edificata, è stato ritenuto inconsistente dal vice sindaco Di Fiore che lo ha contestato, perché sarebbero «insufficienti i fondi stanziati e mancherebbe la caratterizzazione del suolo: si correrebbe inoltre il rischio di perdere le attuali specialistiche sanitarie del distretto», dice Di Fiore, «che migrerebbero in altri presidi oltre che si rivela esigua la tempistica di appalto».
Di Fiore propone, al contrario, la ristrutturazione dell’attuale edificio del distretto con il trasferimento dei servizi sanitari, durante il tempo dei lavori, in un edificio scolastico che a gennaio prossimo tornerà nella disponibilità del Comune. Altro motivo di contrasto e di avversione alle scelte dell’amministrazione, da parte di Di Fiore, sarebbe costituito dalla convivenza che il nuovo presidio di distretto sanitario, così come lo propone la maggioranza, dovrebbe instaurare con la prevista costruzione di un inceneritore, il cui insediamento è anch’esso programmato in area ex Sama «del quale», dice Di Fiore, «non si conoscono i rischi connessi al ciclo produttivo. Ci sono trattative e accordi con la società Ireos dei quali la cittadinanza è all’oscuro».
Di Fiore infine si rammarica perché con l’associazione Abruzzo Insieme era stata avanzata, lo scorso luglio, una proposta di riqualificazione dell’area ex Sama, che esclude queste tipologie di insediamenti, ma che non è stata mai presa in considerazione.
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