Scafa, tutti uniti per dire no ai profughi

Assemblea con il sindaco in municipio. Giancola: devo aiutare cinquanta nostre famiglie povere
SCAFA . Il paese dice no all'arrivo dei profughi. Cittadini, amministratori di maggioranza e di minoranza tutti concordi ad opporsi all'iniziativa di una coop che vorrebbe aprire un centro di accoglienza in un edificio in contrada Colle Mampioppo. «Asistiamo già 50 famiglie» ha ripetuto il sindaco Maurizio Giancola, «vengono da me ogni giorno a chiedere il pane. Abbiamo istituito un Banco alimentare, ma tante famiglie, per vergogna, vanno altrove. Si rivolgono a organizzazoini caritatevoli, dove nessuno può vederle. Capite quant'è grave la situazione qui? E mi chiedono di accogliere anche i profughi. Per di più violando l'accordo tra governo e Anci, che stabilisce un rapporto di 2,5 richiedenti asilo per ogni mille abitanti. Non potremmo garantire la tutela dell'ordine pubblico né decorose condizioni igienico-sanitarie. Scafa non è xenofoba, abbiamo una tradizione d'accoglienza riconosciuta, ma qui non si tratta di essere solidali. Qui si tratta di speculazione, noi siamo dalla parte di chi ha bisogno d'aiuto, non delle cooperative che fanno affari sul fenomeno dei flussi migratori».
Alle esternazioni del sindaco si sono uniti tutti. Giancola ha aggiunto: «Vedo girare per Scafa i profughi accolti in contrada Pescarina, della vicina Turrivalignani. Se ne vanno a spasso con le cuffiette, ascoltando musica, mentre a me padri di famiglia disperati vengono a chiedere come mai loro godono di 35 euro al giorno e loro niente. Registratela pure questa frase, la ripeterò tantissime volte: se devo scegliere chi aiutare tra uno straniero e un italiano, scelgo l'italiano».
In linea con il sindaco anche Gianni Chiacchia, capogruppo di opposizione felice di condividere le idee della maggioranza. (w.te.)
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