«Scambio di salme, un errore increscioso»

1 Dicembre 2020

Montesilvano. Il presidente di Federcofit Di Rocco bacchetta l’impresa responsabile del pasticcio

MONTESILVANO. «Il rispetto puntuale delle norme» avrebbe evitato lo scambio di salme che si è verificato sabato all'obitorio dell'ospedale di Pescara. A parlare è Pierpaolo Di Rocco, presidente della Federazione del comparto funerario italiano (Federcofit), che definisce l'episodio «increscioso» e bacchetta l'impresa che si è resa responsabile dell'accaduto.
Di Rocco richiama l'attenzione su alcuni punti fondamentali per la categoria dopo che la salma di un 77enne di Montesilvano, prelevata per errore in obitorio, è finita a Pratola Peligna ed è stata al centro del funerale di Aldo Di Simone, mentre il funerale del 77enne, a Montesilvano, è saltato perché la salma non si trovava.
Lo scambio è stato «facilitato» dal Covid, perché c'è «la necessità di chiudere rapidamente il feretro», ma questo «non può giustificare l'accaduto», dice.
«In questa vicenda», commenta, «si sono concentrate troppe colpevoli leggerezze», visto che «il personale dell’ospedale e uno dei due operatori funebri interessati non hanno assolto alle loro funzioni». L'identità dei defunti va evidenziata e, dopo il riconoscimento, riportata su un verbale che accompagna il feretro.
«Non è nostro compito l’indagine», prosegue il presidente di Federcofit che chiede a tutti gli operatori di riservare «attenzioni e cura» alle salme e al servizio funebre che non «va delegato ad altri senza garantire e formalizzare le responsabilità conseguenti», come sarebbe avvenuto in questo caso.
«La sciatteria, la disattenzione, la frettolosità, il mancato rispetto delle norme non si possono coniugare con la regolarità e la dignità del servizio», conclude Di Rocco, sottolineando la «professionalità» dell'impresa che è arrivata in obitorio e non ha trovato la salma, finita a Pratola Peligna. (f.bu.)
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