Scartato il Trisi, si cercano nuove sedi per i migranti

L’accordo politico tra sindaco e “ribelli” per superare la crisi sul bilancio riapre la partita sui centri per istituire i servizi di protezione. Domande entro l’8 maggio
MONTESILVANO. «Si va avanti nella ricerca degli immobili per accogliere un numero limitato di migranti. Attivare la progettazione Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è l’unica possibilità che consente la gestione diretta di un numero limitato e definito dei migranti sul territorio». L’assessore alle Politiche sociali, Ottavio De Martinis, annuncia la riapertura del bando per individuare nuovi immobili da destinare all’accoglienza dei migranti, le domande potranno essere presentate entro l’8 maggio. Ma la questione continua al centro delle polemiche ed è di strettissima attualità.
Scongiurata, per ora, solo la preoccupazione relativa all’utilizzo del centro Trisi, dopo la dichiarazione politica sottoscritta dai consiglieri “ribelli” del gruppo #Montesilvano2019 eda Francesco Maragno. «Il sindaco si è impegnato a escludere il centro Trisi come una delle possibili destinazioni degli immigrati e a predisporre ogni atto utile alla determinazione di un progetto di finanza o partenariato per riqualificare e rilanciare la struttura, secondo gli usi a cui veniva destinata dal compianto dottor Trisi» spiega il consigliere Anthony Aliano. Tra i punti del documento d’intesa viene, inoltre, confermata «l’esclusione delle zone a vocazione turistica, commerciale e di rilievo pubblico nella ricerca di edifici da destinare al progetto Sprar».
Ieri, i consiglieri del gruppo dissidente hanno incontrato i cittadini per discutere dell’argomento: «Abbiamo mostrato l’impegno sottoscritto con il sindaco durante la sessione di bilancio. Dopo giorni di confronto, è prevalso il buon senso». Soddisfazione è stata espressa anche da Cristhian Di Carlo del gruppo consiliare M5s. «Eravamo contrari a quel tipo di utilizzo del centro Trisi, struttura su cui bisogna investire per rilanciarla con attvità sportive» ha detto Di Carlo. «Essendo lo Sprar un sistema di accoglienza diffusa, siamo favorevoli al fatto che i 161 immigrati saranno accolti in più luoghi possibili. Parecchi Comuni hanno aderito allo Sprar e dove il servizio è strutturato in questo modo sta funzionando». Gli edifici oggetto del bando dovranno avere una capacità ricettiva che non sia inferiore a 10 posti e non superiore a 60. Prevista la possibilità di suddividere in più moduli, non superiori a 6 posti, nel primo caso, e a un massimo di 30 posti nel secondo caso. Gli immobili, si legge in una nota di Palazzo di Città, «non potranno essere hotel e non dovranno trovarsi in zone a spiccata vocazione turistica e commerciale, aree già ad alta concentrazione di stranieri o ancora a rischio ordine pubblico».
Il sistema Sprar, ha precisato l’assessore De Martinis, «porterà alla chiusura dei due centri Cas presenti nell’Ariminum e nell’Excelsior. Si tratta di una progettualità molto articolata, volta all’integrazione socio-lavorativa e abitativa, con attività e servizi di accoglienza, ma anche di orientamento, accompagnamento legale e mediazione interculturale, realizzati mediante fondi di natura statale. Tutti coloro che beneficeranno di misure a loro sostegno, verranno impiegati in lavori socialmente utili. Siamo convinti che questa sia la strada giusta per tutelare lo sviluppo del tessuto commerciale e turistico della città e garantire la sicurezza dei montesilvanesi, assolvendo al compito dell’accoglienza». Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire al settore amministrativo del Comune.
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