Scatta il sequestro della galleria: sotto accusa i lavori e il cemento

La tragedia sfiorata nel tunnel San Silvestro della circonvallazione: la Procura indaga sulle cause Tra le ipotesi di reato ci sono l’attentato alla sicurezza dei trasporti e l’omissione di manutenzione
PESCARA. Scattano i sigilli alla galleria San Silvestro della circonvallazione di Pescara (statale 714) che mercoledì scorso è stata teatro di un pericoloso crollo di una parete che avrebbe potuto provocare una tragedia: crollo causato dalle forti e abbondanti piogge che si sono abbattute quel giorno sul nostro territorio e che si sarebbero infiltrate nella parete della galleria. Il procuratore Giuseppe Bellelli e il sostituto Anna Benigni, ieri mattina, hanno spedito i carabinieri del Nipaaf e la polizia giudiziaria della polizia di Stato della procura a sequestrare tutta la galleria. Al momento non ci sono indagati, ma nel decreto di sequestro vengono indicati quattro ipotesi di reato anche piuttosto importanti: attentato alla sicurezza dei trasporti, omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, getto pericoloso di cose e delitto colposo di danno. La strada resta chiusa con il traffico in tilt.
L’obiettivo principale della procura di Pescara, competente in quanto quella parte della galleria ricade sul territorio della provincia di Pescara (mentre da circa metà della galleria in poi è territorio di Chieti), è quello di accertare le cause di quel crollo, per poi ricostruire la dinamica degli eventi ed eventuali responsabilità di chi avrebbe dovuto mantenere efficiente quella galleria. Insomma, l’avvio di questa inchiesta potrebbe prevedere innanzitutto una consulenza tecnica, «ritenuta la necessità di procedere a più approfonditi accertamenti sulle cause che hanno causato il distacco della parete», come scrivono i magistrati nel decreto di sequestro: accertamenti tecnici per capire cosa effettivamente è accaduto, la qualità dei materiali utilizzati per i rivestimenti delle pareti e, di conseguenza, il perché di quel distacco che ha rischiato di abbattersi su di un suv che in quel momento transitava in galleria: il conducente della Bmw è rimasto fortunatamente lievemente ferito, ma le immagini dell’auto in bilico sulle macerie sono eloquenti e testimoniano la gravità della situazione in galleria.
Custode giudiziario della galleria sequestrata è stata nominata l’Anas e in particolare l'ingegnere Enzo Di Vittorio. Sequestro fatto scattare in tempi brevi anche perché l'Anas stava già lavorando nella galleria per ripristinare la sua percorribilità: lavori che però avrebbero potuto «inquinare» gli accertamenti tecnici che dovranno essere eseguiti dalla procura di Pescara.
La galleria fu inaugurata nel 2007, realizzata dall’impresa Toto, ma già qualche anno fa si era aperta una sorta di querelle tra Toto e Anas: un rimpallo di responsabilità proprio in relazione alle infiltrazioni di acqua. Toto si occupò delle opere in cemento armato, delle canne delle gallerie, mentre invece l’Anas dei rivestimenti. Un problema quindi non nuovo che adesso dovrà essere affrontato alla radice. Bisognerà accertare cosa sia stato fatto o non fatto da parte di chi ha la gestione della manutenzione della galleria per la sicurezza della stessa, e chi deve occuparsi, in particolare, del sistema di scarichi delle acque e di drenaggio degli stessi (se siano stati eseguiti controlli regolari su queste problematiche): argomento centrale perché se non si procede periodicamente alla pulizia degli scarichi, in casi di pioggia abbondante, come accaduto il 22 novembre scorso, il problema potrebbe ripresentarsi, con il rischio di incidenti ben più gravi. Perché proprio questo potrebbe diventare uno dei problemi principali dell’inchiesta che il procuratore Bellelli ha voluto aprire a tempo di record e di iniziativa vista la pericolosità della situazione.

