Schiacciata dai debiti Famiglia salvata dal Fondo antiusura

24 Febbraio 2016

Dopo un incendio a casa che ha comportato spese impreviste i coniugi non sono riusciti a fronteggiare le rate dei prestiti

PESCARA. Erano strozzati dai debiti. Non riuscivano più a saldare le rate dei prestiti. E non sapevano a chi chiedere aiuto. Ecco perché i componenti di una famiglia pescarese hanno deciso di presentare domanda di accesso al Fondo di prevenzione usura, nella speranza di risanare il bilancio e uscire da un tunnel che sembrava infinito. La domanda è stata accolta e nei giorni scorsi hanno saputo che, grazie al Fondo, i loro debiti sono stati estinti, per cui ora dovranno preoccuparsi solo di rimborsare i 30mila euro e lo faranno in un periodo di 84 mesi.

È solo uno dei casi che si chiude positivamente per l’Adiconsum di Pescara, guidata da Alberto Corraro, che fa notare l’utilità di queste risorse. «Sono una grande speranza», dice, per le famiglie sovraindebitate. Il Fondo del ministero del Tesoro, infatti, impedisce a chi ha bisogno di denaro di rivolgersi agli usurai, che rappresentano un passo verso il vuoto. Quando sei strozzato dai debiti», prosegue, «si apre inevitabilmente il mondo dei cosiddetti cravattari, una via di uscita che a Pescara è piuttosto praticata ma sotterranea, ed è gestita in particolare dai nomadi».

Questa famiglia ha scelto la via della legalità, evitando di perdersi dietro interessi da capogiro. E ha chiesto aiuto all’Adiconsum nel momento in cui ha capito non poter più affrontare le rate dei prestiti contratti nel tempo. Moglie e marito, una dipendente pubblica e un pensionato con invalidità civile, con due figli disoccupati praticamente a carico, hanno cominciato ad annaspare dopo un incidente domestico. Un incendio ha creato danni consistenti a una parte dell’abitazione per cui è stato necessario rimettere a nuovo il locale e arredarlo. È stata una spesa imprevista e inevitabile che i coniugi hanno deciso di affrontare chiedendo un prestito. Ma sul bilancio familiare pesavano già altre rate, relative ad acquisti di beni per la casa, compresa una cessione del quinto dello stipendio. La situazione è diventata insopportabile e il Fondo antiusura è apparso come un miraggio. «Sono i soliti problemi», commenta Corraro, «nel senso che situazioni del genere riguardano molte famiglie, per non parlare di chi si ammala o deve gestire una separazione. In questo caso l’intervento del Fondo è stato provvidenziale: una banca ha sanato i debiti della famiglia, sia quelli legati all’incendio che gli altri, chiudendo tutti i prestiti. Per cui ora c’è un’unica rata da affrontare, per sette anni».

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