Schiaffi all’arbitro, cacciato dalla squadra

3 Maggio 2018

Manoppello, giocatore ventenne della Torre Calcio reagisce con violenza all’espulsione. Il presidente dell’Asd chiede scusa

MANOPPELLO. Piange e chiede scusa. Ma non serve a molto. Marvis Osazuwa, calciatore ventenne della Asd Torre Calcio, sarà allontanato dalla squadra. Perché lunedì, nel corso della partita contro il Manoppello Arabona, valida per la categoria Juniores Regionali, ha tirato uno schiaffo all’arbitro Luca Laudadio, 18 anni di Francavilla, che è finito in ospedale, a Pescara (la prognosi è di 7 giorni, è stato dimesso). Il giudice sportivo deciderà oggi sulla sua sorte ma l’Asd Torre Calcio, presieduta da Marino Di Domenico, ha già stabilito di chiudere i rapporti con questo calciatore, arrivato dalla Costa d’Avorio, al quale ha offerto molto di più di un posto in squadra. Il ventenne, infatti, rientra in un programma che l’Asd sta portando avanti per l’integrazione di giovani calciatori extracomunitari. «Ne abbiamo accolti quattro e per lui, in particolare, ci siamo preoccupati anche dell’ospitalità», dice Di Domenico bocciando in maniera categorica il gesto del ventenne. Ieri lo ha incontrato, ci ha parlato per quasi un’ora. Lo ha visto disperato e lo ha sentito chiedere scusa più e più volte. «Dice che ha ricevuto “parole” dall’inizio della partita. E, quando gli è arrivato uno schiaffo, ha reagito appoggiandosi con la testa al suo avversario, senza colpirlo, così racconta. A quel punto è stato espulso e ha reagito schiaffeggiando l’arbitro. Ha capito subito di aver sbagliato e nei minuti successivi si è anche inginocchiato davanti a Laudadio», che ha sospeso la partita. Il suo comportamento, prosegue Di Domenico, «non rientra nei nostri insegnamenti. Con lui ci siamo preoccupati di fare del bene e invece ci rimetteremo la faccia. Perché quello che salta fuori, in questi casi, è il nome della squadra. E ci vorranno anni per cancellare un episodio simile. Cosa ci aspettiamo? La squalifica e forse anche una multa nei nostri confronti».
Marco Nicola Blasioli, presidente della Asd Manoppello Arabona, racconta la sua versione dei fatti. «Il calciatore della Torre ha tirato una testata a uno dei nostri ed è stato espulso. Ci sono state delle rimostranze verbali dei calciatori della Torre che si sono avvicinati all’arbitro e il giovane espulso lo ha colpito alla guancia, facendolo cadere. Mi dispiace perché doveva essere un momento di festa: stavamo vincendo (2-1) il che vuol dire, per noi, andare in finale con il girone di Chieti per accedere al campionato Juniores Elite. Ora deciderà la Federazione sull’esito della partita», che fino allo scatto d’ira sembrava «un incontro tranquillo, sia a livello agonistico che per il risultato». Considerato come sono andate le cose emerge «un’immagine pessima per i ragazzini», dice Blasioli.
In attesa degli sviluppi, Di Domenico ha scritto una lettera al presidente dell’Associazione italiana arbitri di Pescara, Francesco Di Censo, al presidente del comitato regionale Abruzzo della Lega nazionale dilettanti Daniele Ortolano e al giudice sportivo Roberto Ragone. Una lettera di scuse non solo all’arbitro colpito ma «a tutto lo sport e a quelli che abbiamo offeso». E per manifestare il proprio «imbarazzo devastante» per la scena avvenuta sul campo di Manoppello. Una scena che ferisce perché il giovane straniero ha beneficiato di una «opportunità di inserimento concreta» da parte della Torre Calcio. «Quanto accaduto è inaccettabile», aggiunge il presidente parlando di questa vicenda come di un «infausto boomerang», arrivato dopo aver «dato fiducia a un ragazzo bisognoso di assistenza». Di Domenico si augura una «punizione esemplare dagli organi competenti in materia di legislazione sportiva» e ribadisce il “no” di tutta la realtà sportiva che rappresenta a «ogni forma di violenza. Sul campo e fuori».
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