Schianti mortali: 72 vittime in un anno

16 Novembre 2024

La regione va in controtendenza. La strada killer è la Statale Adriatica. Aumentano le tragedie con anziani e bambini

L’AQUILA. Aumentano gli incidenti stradali in Abruzzo, soprattutto quelli mortali. Nel 2023, si contano nel complesso 2.974 sinistri con la morte di 72 persone e il ferimento di altre 4.155. Rispetto al 2022 la crescita è significativa facendo registrare un più 5,3%, con l’aumento di morti e feriti (rispettivamente +22% e +4,5%). Soprattutto sulla costa. Strada killer resta l’Adriatica, lungo la quale si registra il maggior numero di sinistri mortali con 83,2 decessi e 116 feriti.
È quanto emerge dall’ultimo report Istat prodotto sulla base di una rilevazione di tutti gli incidenti stradali verificatisi sul territorio nazionale che hanno causato lesioni alle persone (morti entro il trentesimo giorno oppure feriti). Questo mentre in Italia si registra un lieve miglioramento per il numero delle vittime rispetto all’anno precedente (-3,8%). Un dato in controtendenza rispetto al passato, quando nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte in Abruzzo del 53,0%, più della media nazionale (-42,0%). Fra il 2010 e il 2023 si registrano variazioni: l’indice di mortalità sul territorio regionale aumenta (da 1,9 a 2,4 deceduti ogni 100 incidenti) mentre quello nazionale diminuisce lievemente (da 1,9 decessi ogni 100 incidenti nel 2010 a 1,8 nel 2023).
MUOIONO ANZIANI E BAMBINI. Aumentano in Abruzzo, rispetto al 2010, gli incidenti con vittime vulnerabili: bambini, giovani e anziani, restando comunque, su un valore inferiore alla media Italia (41,7% contro 47,6%). Guardando invece il ruolo che gli stessi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato in regione si conferma inferiore a quello nazionale (44,4% contro 50,0%).
Sempre tra il 2010 e il 2023 l’incidenza di pedoni deceduti è diminuita in Abruzzo da 12,7% a 11,1%, mentre nel resto del Paese è aumentata da 15,1% a 16,0%. Nel 2023 il costo dell’incidentalità stradale con lesioni alle persone è stimato in 17 miliardi e circa 700 milioni di euro per l’intero territorio nazionale (300 euro pro capite) e in oltre 355 milioni di euro (279,4 euro pro capite) per l’Abruzzo.
La regione incide per il 2,0% sul totale nazionale. Nello stesso periodo il numero di feriti ogni 100 incidenti è diminuito da 140,8 a 139,7 mentre quello di gravità e l’indice di mortalità aumentato rispettivamente da 1,5 a 1,7 e da 2,1 a 2,4.
L’ABRUZZO DEI SINISTRI.
L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia: ancora in evidenza le criticità della SS16, lungo la quale si registra il maggior numero di incidenti (83,2 dei decessi e 116 feriti), e delle strade SS17 e SS5 mentre gli incidenti più gravi si registrano sulla SS260 - Picente - dove gli indici di mortalità e di gravità raggiungono rispettivamente il valore di 100 e 33,3. L’indice di mortalità cresce nelle province di Chieti, Pescara e L’Aquila, diminuisce in quella di Teramo. Il maggior numero dei sinistri (1.986, il 66,8% del totale) si è verificato sulle strade urbane, in particolare nei pressi di un rettilineo, percentuale che aumenta al 55,6% sulle strade extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che avvengono lungo un incrocio rappresentano il 23,5% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (13,5%), di una curva (8,7%) e di una rotatoria (4,8%). Tra gennaio e aprile si sono registrati in Abruzzo 796 incidenti (26,8% del totale) mentre tra maggio e settembre, in coincidenza del periodo di maggiore mobilità per vacanze, se ne contano 1.408 (il 47,3% di quelli avvenuti durante l’anno), in cui hanno subito lesioni 1.975 persone (47,5%) e 26 sono decedute (36,1%).
ALLARME IL SABATO NOTTE.
I mesi più critici sono stati agosto e luglio con l’11,2% e il 10,3% degli incidenti. A dicembre inoltre, si è registrato il 16,7% delle vittime della strada. Gli orari più critici sono tra le 8.00 e le 21.00 con l’82,1% degli incidenti ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 3.00 e le 4.00 (8,0 morti ogni 100 incidenti) e tra le 5.00 e le 6.00 (7,4 morti ogni 100 incidenti), valori molto superiori alla media giornaliera. Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 36,3% di quelli notturni, con il 33,3% delle vittime e il 40,2% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 4,3 decessi ogni 100 incidenti, il valore più elevato si registra il sabato notte.
DISTRAZIONE E VELOCITà.
Tra i comportamenti errati alla guida si confermano come più frequenti la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. I tre gruppi costituiscono complessivamente il 41,7% dei casi, con la distrazione che incide da sola per il 21,8%, La guida troppo veloce è anche il comportamento più sanzionato e rappresenta il 13,9% del totale. Diminuiscono le sanzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza, dei sistemi di ritenuta per bambini e per mancato uso del casco.
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