Schianto sulla Tiburtina, muore a 38 anni

28 Febbraio 2016

Un impiegato postale di Castelvecchio Subequo perde il controllo della moto mentre da Tocco si dirige verso Pescara

TOCCO DA CASAURIA. Sbanda con la moto, cade e muore. E' avvenuto verso le 8 di ieri mattina sulla Statale 5 Tiburtina Valeria al km 187, all'altezza dell'ingresso della centrale idroelettrica dell'Enel. La vittima è Marco Paolini, 38 anni, impiegato postale di Castelvecchio Subequo.

L’uomo si trovava in sella alla sua moto Triumph Tiger 800 e stava percorrendo la strada in direzione Pescara. Per cause ancora in corso di accertamento, affrontando una curva a destra leggermente in pendenza, avrebbe perso il controllo del mezzo, invadendo la corsia opposta, probabilmente a causa del fondo viscido, cadendo, strisciando rovinosamente sull'asfalto e finendo nella stradina di ingresso alla centrale.

L'incidente avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più tragiche se un'autovettura proveniente in senso opposto da Tocco da Casauria non fosse riuscita a fermarsi in tempo e a evitare l'impatto. Seconda una prima ricostruzione della dinamica dell'incidente, la moto piegandosi su se stessa avrebbe spinto il 38enne a rasentare il paraurti dell'auto con il casco, che poi è stato perso nella caduta.

La morte del motociclista è stata causata dalle molteplici gravi lesioni riportate ed è sopraggiunta nell'arco di qualche decina di minuti, nonostante le tempestive cure prestate dai sanitari del servizio del 118 arrivato dal vicino ospedale di Popoli, allertato proprio dagli automobilisti di passaggio che hanno cercato di prestare i primi soccorsi.

Sul posto si sono portati i carabinieri della stazione di Tocco da Casauria e del nucleo radiomobile della compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Antonio Di Cristofaro e diretti dal maresciallo aiutante Marcello Santacroce, che hanno effettuato i rilievi e regolato il traffico molto intenso a quell'ora del mattino.

Accertate le cause traumatiche della morte, esclusa l'autopsia, è stata disposta la rimozione della salma e la sua traslazione all'obitorio comunale di Tocco, da dove in tarda mattinata è partita per essere riportata a Castelvecchio. Rimossa anche la moto dalla ditta specializzata Di Vello e posta sotto sequestro cautelativo. «In sella era prudentissimo, era un ragazzo posato», dice poco dopo la tragedia il sindaco Pietro Salutari. «Un ragazzo d'oro, educato, rispettoso, attaccato al lavoro e ai valori della buona convivenza civile, qui era stimato da tutti».

Ma sotto accusa finisce nuovamente il tratto di Tiburtina che proprio da questo punto e fino a Popoli si rende pericolosissimo per la innumerevole sequenza di curve esistenti, inscritte in una strada con continue variabili pendenze e dove negli ultimi anni si sono verificati molti incidenti mortali.

Un lungo tratto che si rivela spesso e volentieri una trappola per chi lo affronta. Su questo percorso vige il limite dei 50 orari. Un accorgimento che finora non è bastato a evitare che si verificassero delle tragedie.

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