«Schiavi del gioco» Tante richieste d’aiuto
SPOLTORE. Primo bilancio per il progetto “Se il gioco non dura poco…”, di contrasto alla ludopatia. Un’iniziativa nata dalla consapevolezza che, nonostante la crisi, o forse complice la crisi, la...
SPOLTORE. Primo bilancio per il progetto “Se il gioco non dura poco…”, di contrasto alla ludopatia. Un’iniziativa nata dalla consapevolezza che, nonostante la crisi, o forse complice la crisi, la pratica dei giochi in denaro, molti dei quali messi in vendita dallo Stato, è ormai un fenomeno sociale, il sogno di fare fortuna grattando un pezzo di carta, che spesso si trasforma in dipendenza, un tarlo che distrugge giocatori e famiglie. I numeri del servizio offerto dal Comune, attraverso l’associazione Collegamenti, nei primi 4 mesi di attività: 140 accessi al sito www.dipendenzadagioco.org; oltre 50 chiamate; 35 richieste di informazioni; 16 cittadini hanno chiesto aiuto allo sportello di ascolto attivato in via Dietro Le Mura, all’ex biblioteca. Tra le attività svolte fino al 30 giugno, 12 ore di incontro nella scuola media Dante Alighieri; realizzazione del video Stop the game, con partecipazione degli alunni. Spiega il sindaco Luciano Di Lorito: «Informare e prevenire è necessario per evitare l’aggravarsi del problema. Non posso che esprimere grande soddisfazione per i primi risultati e ringraziare l’associazione Collegamenti per il lavoro fatto finora». «I numeri dimostrano come la problematica della dipendenza da gioco sia permeata nella nostra realtà», afferma lo psicoterapeuta Antonio Maccarone, presidente di Collegamenti, «In tanti ci hanno contattato e molti ci hanno provato, non avendo il coraggio di parlare. La forza del progetto è anche di intervenire con azioni mirate di prevenzione». Dall’analisi delle istanze, effettuata dalla psicoterapeuta Marianna Piccioni, è emerso che gran parte delle richieste di aiuto provengono da familiari o amici dei giocatori: «I diretti interessati chiamano dopo aver dilapidato fortune e chiedono un supporto perché sfiduciate, depresse o messe alle strette da qualcuno. L’identikit del giocatore d’azzardo è in prevalenza di sesso maschile, 35-45 anni, ceto socio-culturale medio, sposato, disoccupato o in cassaintegrazione e in una condizione di elevato ritiro sociale».
La consigliera delegata alla sanità Nada Di Giandomenico ha annunciato l’incremento delle attività: «A breve, sul sito del Comune sarà disponibile un link collegato a www.dipendenzadagioco.org; in seguito si terrà un convegno, un’occasione per incontrare le associazioni, gli esercenti di videopoker, lotterie e scommesse, e i cittadini». Numero centro d'ascolto: 3339515430, dalle 8 alle 20.

