Scialpinismo, piace Monte Rapina

Caramanico, raduno di appassionati per promuovere il turismo invernale sulle piste della Majella
CARAMANICO TERME. Scialpinismo e ciaspolate, l'altro modo di vivere la neve a Caramanico. Si è riaperta ufficialmente lo scorso 5 gennaio la stagione dello sci alpinismo che costituisce un settore importante per le attività turistiche invernali nel centro termale della Maiella con un raduno chiamato Majella backcountry event, cui hanno partecipato guide alpine italiane e straniere, praticanti di sci alpino a livelli agonistici e numerosi amatori che hanno voluto visitare il comprensorio di monte Rapina nella giornata di festa e di benessere sulla neve.
«Contiamo molto su quello che offre la nostra montagna in inverno» dice il sindaco Simone Angelucci «una neve diversa, un modo più autentico di vivere la montagna, non solo con lo scialpinismo, ma anche con le ciaspolate, che grazie agli accompagnatori della cooperativa Majambiente stanno guadagnando sempre più il consenso di giovani e famiglie. Ogni settimana sono decine le persone che scelgono Caramanico Terme per camminare sulla neve e scoprire il silenzio della Montagna Madre, avvistare cervi e caprioli sulla neve, ridiscendere in paese per trovare il calore e i sapori della nostra enogastronomia». Al raduno seguiranno le escursioni su quella montagna conosciutissima dagli scialpinisti austriaci, svizzeri, altoatesini che ogni anno affollano i paesaggi di monte Rapina.
«Per noi si ripresenta l'occasione» interviene il consigliere delegato al Turismo, Costanzo Sigismundi, «di riavviare la promozione dell'offerta scialpinistica nell'intero comprensori di Caramanico attraverso iniziative che mirano a far conoscere questo aspetto della Majella ancora sconosciuto, soprattutto agli amanti della montagna italiani. Tra i visitatori stranieri, circa il 12% arriva dall'Austria, il 15% dalla Svizzera e dalla Germania, a riprova che il nostro scialpinismo mediterraneo offre elementi irripetibili di bellezza e di divertimento».
Il monte Rapina concede escursioni con quote diversificate, adatte all'esperienza del praticante. Si può partire degli oltre mille metri e scendere a valle, per toccare anche i due mila 500 metri sulla vetta più alta. «Generalmente proprio in questo periodo e con le prime nevi invernali» fa notare il sindaco «i nostri alberghi ricevono una messe di prenotazioni che arrivano dal settore dello scialpinismo. Questa è una disciplina che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede tra gli sport invernali: si tratta di un'escursione con particolari sci che permettono di risalire un pendio, con l'impiego di pelli di foca che facilitano la progressione in salita dello sciatore, e poi ridiscendere la montagna innevata in totale libertà, godendo a pieno il percorso che si è guadagnato. È un modo diverso, più intimo di vivere il rapporto con la neve, rispetto al tradizionale sci alpino che si pratica su piste battute. Siamo anche quest'anno ottimisti» prosegue il sindaco «per la precocità con cui è arrivata la neve, che pare possa rimanere a lungo sulle pendici del monte Rapina e assicurare buone piste anche per gli sportivi».
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