Sciarra riconosciuto dalla catenina Via libera del pm per i funerali

PESCARA. Quel corpo ritrovato il 23 maggio scorso da un diportista a poco più di un miglio dalla foce del fiume Saline, è quello di Roberto Sciarra, l'istruttore di fitness di Pescara, 42 anni,...
PESCARA. Quel corpo ritrovato il 23 maggio scorso da un diportista a poco più di un miglio dalla foce del fiume Saline, è quello di Roberto Sciarra, l'istruttore di fitness di Pescara, 42 anni, sparito la notte della vigilia di Pasqua, il 20 aprile scorso, dalla casa di Pineto, dove si trovava in vacanza con la famiglia.
Ne è convinta anche il sostituto procuratore Rosangela Di Stefano, che spedirà da subito il fascicolo alla procura teramana, ma, cosa ancora più significativa, ha rilasciato all'avvocato Domenico Russi, legale della famiglia, il nulla osta per poter procedere con i funerali: cerimonia che però non è stata ancora fissata.
Il magistrato trasmetterà dunque il fascicolo a Teramo, competente per territorio, anche se la consulenza del medico legale, Ildo Polidoro, verrà depositata soltanto fra una ventina di giorni. Questa convinzione, sull'identità del morto, arriva dal riconoscimento che i familiari avrebbero fatto su alcuni oggetti trovati addosso a Roberto.
Elementi che, senza ombra di dubbio, riportano allo scomparso: soprattutto una catenina che l'istruttore aveva al collo con impresso il suo nome.
Il riconoscimento del cadavere era stato impossibile in quanto la permanenza in acqua aveva portato il corpo a uno stato avanzato di decomposizione, aggravato dalla permanenza sul fondo del mare e dalla presenza di molluschi e pesci.
La procura è ormai certa che si sia trattato di un gesto estremo. A confermarlo, la presenza di pesi da palestra legati al corpo di Sciarra, rimasto sul fondale per oltre un mese prima di riemergere in superficie.
Il consulente deve ancora terminare la ricerca del Dna che costituisce la certezza scientifica sull'identità del morto.
Il Dna prelevato dai familiari deve essere comparato con quello del cadavere ritrovato in acqua, ma per avere i riscontri bisognerà attendere ancora alcuni giorni.
Quando depositerà la consulenza al magistrato, quest'ultima la inoltrerà alla procura di Teramo.
Le immagini delle telecamere presenti lungo il tragitto fatto da Roberto la sera tra il 19 e il 20 aprile scorsi, lo avevano immortalato mentre si dirigeva appunto verso il mare con in mano un borsone scuro, che, molto probabilmente, conteneva quei 20 chilogrammi di pesi che poi si legò addosso prima di gettarsi in acqua. (m.cir.)
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