Sciopero della fame per il Marconi

È l’iniziativa intrapresa dal docente Giovanni Dursi: subito risposte
PESCARA. Lo aveva annunciato in occasione della sessione aperta del consiglio comunale di una settimana fa. Da allora nulla è cambiato e così è scattata quella che lui stesso aveva definito una forma di protesta estrema. A partire da ieri mattina Giovanni Dursi, docente e collaboratore di presidenza del liceo Marconi ha cominciato, sotto osservazione medica, uno sciopero della fame a oltranza. Lo ha fatto in qualità di portavoce del comitato Marconi Quo Vadis, per ottenere risposte sul futuro del liceo in via Marino da Caramanico, che sarà oggetto di una demolizione e costruzione di un nuovo edificio. Nel frattempo, però, la Provincia non ha ancora comunicato quali saranno le sedi che accoglieranno i circa 1.500 studenti, più docenti e personale scolastico, a partire da settembre. «Ad oggi non esiste un cronoprogramma ufficiale formalizzato e condiviso in modo tale da consentire una idonea dislocazione provvisoria di 67 aule, laboratori, palestra e spazi per poter riprendere in presenza e in sicurezza le lezioni dal prossimo mese di settembre», spiega il professore. «La comunità scolastica è ormai indisponibile a scelte politico-amministrative della Provincia che lasciano perplessi per l’intempestività e l’inadeguatezza dimostrate finora. Fino a quando la Provincia non emanerà gli atti necessari a garantire la transizione, lo sciopero della fame proseguirà». (m.pa.)

