Scivola e rimane ucciso da un colpo del suo fucile

Ezio Berardinucci, 65 anni e papà di tre figlie, stava cacciando con un amico
PESCARA. Un colpo partito per errore dal suo fucile. E' morto così, a 65 anni, Ezio Berardinucci, un pensionato molto conosciuto a Cappelle sul Tavo e benvoluto da tutti. Quella che doveva essere una battuta di caccia con un amico, a Caprara di Spoltore, si è trasformata in una tragedia. Nel giro di pochissimo il cuore del 65enne, sposato e padre di tre figlie, si è fermato per sempre su un'area verde che scende dalla strada provinciale numero 12, dove il silenzio è interrotto unicamente dal transito dei veicoli.
Ieri è stato un colpo accidentale a spezzare quel silenzio, facendo piombare la morte in una giornata che doveva essere di svago. Inutili i soccorsi, per il 65enne non c'è stato niente da fare, nonostante che il personale del 118 sia arrivato con ambulanza ed elicottero, che la centrale operativa ha fatto sollevare per tagliare i tempi dell'intervento. Ciò che è accaduto attorno alle 9 è stato ricostruito con il passare dei minuti e delle ore dai carabinieri della stazione di Spoltore e della compagnia di Pescara, la cui attività è stata coordinata sul posto dal capitano Antonio Di Mauro, arrivato a Caprara insieme al tenente Giovanni Rolando, alla guida del Nucleo operativo e radiomobile.
Nel momento in cui si verifica la tragedia Berardinucci è solo, si è allontanato dall'amico che sta cacciando a una certa distanza da lui. Spara due colpi, colpisce un colombaccio. Si mette in contatto attraverso una radio con l'amico, gli comunica di aver centrato l'obiettivo e si mettono d'accordo per recuperare l'uccello insieme, in un secondo momento, essendo rimasto incastrato tra i rovi. La caccia continua. Passano pochi minuti e l'amico di Berardinucci sente un altro colpo di fucile per cui prova a contattare Berardinucci, prima attraverso la radio poi telefonicamente. Niente, non ottiene risposta per cui decide di avvicinarsi, per capire cosa sia accaduto. E trova il 65enne a terra, con il volto sul terreno, che è bagnato e viscido, anche per via del ghiaccio. Appoggiata a un ramo, lì vicino, c'è la radio di Berardinucci. La scena fa ritenere ai carabinieri che l'uomo sia scivolato in un punto dove c'è una specie di avvallamento, e lo dimostrano gli stivali infangati di Berardinucci, e che si sia istintivamente aggrappato al fucile che aveva a fianco, in spalla. In quel momento l'arma, un fucile da caccia Beretta con una sola canna, era malauguratamente ancora carica: c'era ancora un colpo a disposizione, dopo le due esplosioni precedenti. E quel colpo è partito, nonostante l'estrema precisione e scrupolosità di Berardinucci dal punto di vista della sicurezza. Una rosa di pallini ha trafitto il 65enne al fianco destro e la morte è arrivata immediatamente, una volta raggiunto il cuore. L'amico lancia l'allarme, chiede aiuto. Non può nulla il personale del 118 arrivato poco dopo, se non constatare la morte dell'uomo, dopodiché in quell'area scoscesa sulla sp 12 arriva anche il medico legale. La notizia della tragedia si diffonde rapidamente e lascia tutti attoniti, sgomenti, senza parole. Non può essere, non ci si crede.
La circolazione viene parzialmente bloccata dalla polizia municipale di Spoltore, arrivano i familiari di Berardinucci e del suo amico. Dolore e sconcerto. Una volta completati gli accertamenti il corpo del 65enne viene portato all'obitorio dell'ospedale di Pescara, per una prima ispezione, e per tutta la giornata di ieri è rimasto a disposizione dell'autorità giudiziaria (il pubblico ministero è Fabiana Rapino) che dovrà decidere se far eseguire l'autopsia oppure no. Nel momento in cui la salma sarà riconsegnata alla famiglia, la camera ardente sarà allestita nella casa funeraria Dimora del silenzio di Montesilvano, prima dell'ultimo saluto.

