Sclocco: sarò la sindaca di tutti e voglio il Comune nei quartieri

29 Aprile 2019

PESCARA. «Sarò la sindaca di tutti i pescaresi». E con questo messaggio che Marinella Sclocco, intervistata da Vincenzo D'Aquino, apre la sua campagna elettorale dalla Nave di Cascella, un luogo...

PESCARA. «Sarò la sindaca di tutti i pescaresi». E con questo messaggio che Marinella Sclocco, intervistata da Vincenzo D'Aquino, apre la sua campagna elettorale dalla Nave di Cascella, un luogo scelto con la chiara volontà di portare la politica fuori dal suoi luoghi istituzionali. Tra la gente. Dalla sicurezza alla riqualificazione, dall'impegno nelle periferie - che la Sclocco preferisce chiamare semplicemente quartieri - alla cura del mare, passando per la cultura, l'attenzione ai giovani e la riscoperta del coinvolgimento politico. Tanti i punti toccati dall'ex assessore regionale davanti a una platea composta da diverse centinaia di persone. La candidata sindaca del Partito democratico, appoggiata da tre liste (quella appunto del Pd, Città Aperta e Sclocco Sindaco, per un totale di oltre 100 candidati), inizia proprio parlando della sicurezza in città, un tema di estrema attualità su cui la Sclocco ha idee ben precise: «La voglia di sicurezza non è un'esigenza solo della destra. Per questo, come prima cosa, mi piace ricordare che grazie all'amministrazione uscente a Pescara sono in arrivo 300 telecamere. Ma il controllo non deve trasformare la città in un Grande Fratello. Io vengo dalla politica di quartiere, a 21 anni sono entrata nel consiglio di Madonna del Fuoco e voglio riproporre il coinvolgimento dei cittadini. Come? Ripristinando i comitati di quartiere, portando servizi e presidi comunali nelle singole zone della città. Lo si può fare, così come si possono coinvolgere i vigili di quartiere, persone che devono tornare a essere occhi e orecchie dei cittadini».
Quindi si passa alla riqualificazione: «Abbiamo tanti siti in città che possono e meritano di tornare a splendere. Penso al cementificio, biglietto da visita soprattutto per chi arriva da Roma. Una struttura che vogliamo trasformare in area di co-working, da destinare ai giovani che cercano un posto dove avviare la loro attività. Ma anche l'ex Cofa, cerniera di collegamento tra le due riviere, in cui sviluppare turismo e aree per bambini, senza dimenticare l'ex Cogolo sulla Tiburtina, una struttura enorme e attualmente in stato di abbandono». Poi parla del mare: «Non basta fare il bagno in costume, bisogna rispondere alle domande della gente. Per questo il nostro progetto è quello di installare dei tabelloni in grado di misurare costantemente il livello di pulizia dell'acqua, in modo da dare alla cittadinanza risposte concrete. Senza dimenticare il depuratore, per il quale sono già stati stanziati 32 milioni di euro dalla scorsa giunta».
Altro tema caldo è il mercatino etnico, criticato dagli esponenti di centro-destra: «Prima si viveva nell'illegalità, in quel posto circolava di tutto. Roba legale e illegale, senza alcun controllo. Oggi invece lo si è voluto disciplinare. Chi lavora in quel posto lo fa con una regolare licenza, come ogni altro commerciante. Il suo futuro non dev'essere la chiusura, ma il controllo, perché leggi e regolamenti sono uguali per tutti».
Quindi la cultura: «Pescara è senza dubbio la città abruzzese più vivace e con noi non solo continuerà a esserlo, ma crescerà. Le immagini delle code per la riapertura del museo Cascella sono ancora nei nostri occhi. Mi piacerebbe istituire uno sportello unico per favorire l'organizzazione degli eventi, in modo da stimolare la fantasia di chi ha voglia di fare».
Infine, un pensiero per Le Naiadi e i suoi dipendenti, il tema del momento: «Sono vicina a chi negli anni ha dato tutto in quella struttura. La magistratura farà il suo corso, ma noi vigileremo per favorire la riapertura nel più breve tempo possibile.
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