Scommesse e mafia: coinvolto un pescarese

31 Gennaio 2024

PESCARA. Rimbalza anche in Abruzzo, e in particolare a Pescara, l’inchiesta della Dda di Reggio Calabria sulle infiltrazione della ’ndrangheta nel settore dei giochi e delle scommesse on-line. E dopo...

PESCARA. Rimbalza anche in Abruzzo, e in particolare a Pescara, l’inchiesta della Dda di Reggio Calabria sulle infiltrazione della ’ndrangheta nel settore dei giochi e delle scommesse on-line. E dopo lunghe e complesse indagini è scattato il provvedimento di confisca di beni per circa 400 milioni di euro nei confronti di Antonio Ricci, 48 anni, di Reggio Calabria, attivo nel settore dei giochi e delle scommesse online. L'inchiesta della Dda reggina aveva permesso di scoprire l'esistenza di un sistema criminale finalizzato all’illecita raccolta delle scommesse, con base decisionale ed operativa a Reggio Calabria e ramificazioni anche a Malta, in Romania, Austria e Spagna. In particolare, sono state confiscate tre società e due trust radicati a Malta e ingenti conti correnti. E proprio nel ricostruire la mappa dei beni riconducibili all’imprenditore, ai familiari e ad eventuali prestanome, i finanzieri calabresi sono arrivati anche a Pescara dove, nell’esecuzione del provvedimento di confisca, gli investigatori hanno individuato un presunto prestanome dell’imprenditore sottoposto alla sorveglianza.