Scontro sui fondi allo chef

Un milione per il Campus di Romito (per 80 allievi) spacca anche il centrodestra
«Non posso e non voglio essere un motivo di divisione». Lo chef stellato Niko Romito (nella foto) risponde così alle polemiche politiche al centro delle quali, suo malgrado, è finito dopo che lunedì sera, in consiglio regionale, è venuto a mancare il numero legale sull’approvazione di un emendamento che prevedeva lo stanziamento di un milione di euro in favore del campus di ricerca e alta formazione collegato al suo nome che dovrebbe sorgere a Castel Di Sangro. Una proposta che era arrivata in aula con una larga condivisione ma che, nonostante questo, è saltata.
IL PROGETTO. Il campus “Ricerca e alta formazione Niko Romito” è un progetto che prevede l’attivazione di un master di I livello per 30 allievi, la formazione specifica di 50 allievi l’anno e la nascita di un percorso di studi per formare una nuova figura professionale, il manager della ristorazione collettiva.
L’EMENDAMENTO. L’emendamento affossato - firmato dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e da tutti i capigruppo di maggioranza - era stato agganciato a un progetto di legge sul riconoscimento di un debito fuori bilancio e conteneva, come detto, un contributo di un milione di euro (inizialmente erano 2,3).
Poco prima che venisse discusso in aula, la Lega ha prima chiesto una sospensione e poi, alla ripresa dei lavori, ha fatto mancare il numero legale (i consiglieri che non hanno risposto all'appello sono Simona Cardinali, Antonio Di Gianvittorio, Emiliano Di Matteo, Manuele Marcovecchio e il capogruppo Vincenzo D’Incecco). A quel punto il consiglio è stato sciolto.
LE POLEMICHE. «Romito, la sua scuola e le attività che danno lavoro a tanti giovani talenti abruzzesi e non solo, sono sicuramente un esempio importante per l’economia e l’immagine della nostra regione», ha commentato il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci. «Per questo non è dignitoso aver inserito di soppiatto e dopo una lunga giornata di discussione, un emendamento per sostenerlo, quasi fosse una cosa di cui vergognarsi o, peggio, da approvare in fretta per non attirare troppo l’attenzione».
Altri consiglieri hanno sottolineato come fosse inopportuna la scelta di impegnare un milione in favore di uno chef stellato quando ci sono molti piccoli ristoratori abruzzesi in difficoltà che attendono ancora di ricevere, dalla Regione, i ristori per le perdite causate dal Covid.
IL POST DI ROMITO. Finito contro la sua volontà in questo tritacarne, Romito ha scritto un lungo post sulla sua pagina Facebook in cui, rivolgendosi direttamente al presidente Marco Marsilio e al consiglio regionale, ha voluto prendere le distanze da ogni strumentalizzazione: «Ringrazio chi ha inteso valutare questo progetto come meritevole di considerazione. Sarò sempre disponibile ad aiutare l’Abruzzo, gli abruzzesi e l’economia di questo territorio, ma solo in uno spirito di reale e concreta comprensione delle motivazione e degli scopi delle mie iniziative. Per questo motivo mi auguro che la politica sappia trovare o le ragioni dell’unità comprendendo il valore di questa visione o la responsabilità di evitare sul mio nome, che rappresenta tutto l’Abruzzo nel mondo, un'inutile battaglia di parte».
MARSILIO. A Romito non ha voluto far mancare il suo appoggio Marsilio: «È giusto che l’intero consiglio regionale comprenda e condivida l’importanza di questo progetto», ha commentato il governatore. «Sono certo che la politica saprà accantonare una querelle che appare quanto mai stonata e fuori luogo e che i consiglieri regionali sappiano ritrovarsi al fianco di un’eccellenza abruzzese che è nostra alleata nell’impegno a far crescere la nostra regione, rendendola più attrattiva e moderna».

