Scontro sui gettoni ai consiglieri

31 Ottobre 2015

M5S presenta 400 emendamenti per rendere più rigido l’orario in commissione

PESCARA. Si riapre lo scontro tra maggioranza e Movimento 5 Stelle sull’obbligo dei consiglieri di partecipare alle sedute delle commissioni per ottenere i gettoni di presenza. Il 20 luglio scorso, l’aula aveva approvato una modifica al regolamento, su proposta dei grillini, che impone ai politici di essere presenti per almeno la metà della durata della seduta, ossia per almeno 20 minuti anche se non in maniera continuativa, per ottenere il compenso. La misura è stata adottata per porre fine al fenomeno dei consiglieri furbetti che firmavano la presenza alle sedute e poi andavano via subito guadagnando lo stesso il gettone.

Ma ora la discussione si è riaperta, perché ieri in aula è stata presentata una proposta di delibera per specificare nel regolamento del consiglio comunale che «il quorum per la validità della seduta deve essere raggiunto entro i primi 15 minuti dall’ora di convocazione. In mancanza la seduta è da considerarsi deserta».

Il Movimento 5 Stelle ha approfittato dell’occasione per tornare alla carica e rendere più restrittivo l’orario obbligatorio in commissione per il pagamento dei gettoni. Per questo, i grillini hanno presentato 416 emendamenti e la delibera si è di fatto bloccata. Al punto che il presidente del consiglio comunale è stato costretto a rinviare la seduta a mercoledì prossimo, alle 15,30, per consentire agli uffici tecnici di pronunciarsi con un parere sugli emendamenti.

«Noi puntiamo a rendere obbligatoria la presenza dei consiglieri per l’intera durata delle sedute delle commissioni», ha spiegato la capogruppo dei 5 Stelle Enrica Sabatini. Ma la proposta rischia di non passare le forche caudine della maggioranza. Tuttavia, ieri si è sparsa la voce che alcuni consiglieri del centrosinistra sarebbero pronti a raggiungere un compromesso con i 5 Stelle evitando così l’ostruzionismo in aula con le centinaia di emendamenti. Secondo i grillini, nelle file della maggioranza ci sarebbe qualcuno disponibile ad allungare l’orario obbligatorio fino all’80 per cento della seduta, ossia per almeno 40 minuti.

Ma il capogruppo del Pd Marco Presutti appare perplesso su questa soluzione. «Il consiglio si è già pronunciato tre mesi fa su questa questione», ha affermato al termine del consiglio di ieri, «non so se sarà possibile una mediazione, vedremo. Certo, i 400 emendamenti del Movimento 5 Stelle mi sembrano una forzatura».(a.ben.)

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