Scontro sui limiti per la movida: Masci striglia la maggioranza

Il sindaco ha convocato per sabato mattina una riunione con assessori e consiglieri del centrodestra L’obiettivo è ricompattare la coalizione: la spaccatura è dovuta al piano d’interventi per la musica alta
PESCARA. Parte la corsa contro il tempo per ricompattare la maggioranza spaccata sul Piano di risanamento acustico, cioè sui limiti alla musica alta proveniente dai locali della zona di piazza Muzii. L’obiettivo è arrivare alla seduta del consiglio comunale del 26 o 27 aprile (la data precisa non è stata ancora fissata) quando si dovrà discutere e approvare il provvedimento. Per questo motivo il sindaco ha convocato per sabato mattina, alle 12 in Comune, una riunione di maggioranza con la speranza di raggiungere un accordo con assessori e consiglieri dissidenti, cioè quelli contrari all’applicazione delle misure contenute nel Piano presentato dall’assessore all’ambiente di Isabella Del Trecco (Forza Italia). Misure per la zona di piazza Muzii e via Battisti che prevedono, tra l’altro, la sospensione del rilascio di autorizzazioni in deroga ai limiti acustici; l’installazione di centraline fisse per misurare i livelli sonori; l’installazione di semafori che avvisino gli esercenti del superamento dei livelli sonori; il personale adibito esclusivamente alla verifica delle procedure anti-rumore; una maggiore sorveglianza delle forze di polizia; la sospensione della vendita di bevande alcoliche per asporto nelle ore notturne; la sospensione preventiva dell’attività ai tavoli rispetto all’orario di chiusura. Intanto per stamattina è stata convocata su questo argomento una seduta della commissione Attività produttive, presieduta da Fabrizio Rapposelli, con l’audizione dei rappresentanti delle associazioni degli esercenti.
Finora sono usciti allo scoperto per esprimere critiche al provvedimento l’assessore al commercio Alfredo Cremonese (Fratelli d’Italia), il presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli (Forza Italia) e il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli (Lega). È nata, quindi, una sorta di partito trasversale intenzionato a modificare il provvedimento. Diversa, invece, la posizione del capogruppo del Carroccio Vincenzo D’Incecco. «Il Piano di risanamento acustico non è un atto politico», ha affermato, «è un atto obbligatorio per legge, perché dopo diverse verifiche fatte negli anni si è riscontrato che in determinati orari in quella zona della città c’è stato un superamento dei limiti dei decibel. Quindi, il Comune ha l’obbligo di adottare delle misure di riduzione dei rumori. Non si può essere favorevoli o contrari, l’amministrazione deve mettere in atto delle misure per tutelare la salute dei cittadini, perché il superamento dei limiti di decibel significa inquinamento acustico. Ciò mette il sindaco nelle condizioni di essere responsabile della salute dei cittadini. Il Piano di risanamento acustico ti dice, grazie alle misurazioni effettuate, che in quella zona ci sono delle problematiche da risolvere».
Di parere diverso l’assessore al commercio. «Io sono contrario a questo provvedimento», ha rivelato Cremonese, «Pescara deve rimare una città turistico-commerciale ed è impossibile andare a limitare la movida in quella zona. Devono essere previste delle deroghe».
Critico anche Rapposelli: «Ci sono misurazioni dei decibel che risalgono a diversi anni fa, oggi la situazione è totalmente cambiata, si devono rifare altri accertamenti prima di prendere provvedimenti potenzialmente dannosissimi».

