Scontro sulla sede della Regione «Ora sarà il consiglio a decidere»

23 Novembre 2022

Il Comune convoca una seduta straordinaria per il 12 dicembre su richiesta dei partiti di opposizione Il Pd: «No alla colata di cemento al posto del verde». Masci: «Basta bugie, il parco si farà lo stesso»

PESCARA. Si infiamma lo scontro sulla nuova sede della Regione nell’area di risulta. Il centrosinistra, fortemente contrario al progetto, è riuscito ad ottenere la convocazione di un consiglio comunale straordinario ad hoc per discutere della realizzazione della nuova opera. Lunedì scorso si è svolta la conferenza dei capigruppo, presieduta dal presidente del consiglio Marcello Antonelli, e si è deciso che la seduta si terrà lunedì 12 dicembre, alle 15.
gli invitati Si preannuncia un’assemblea civica di fuoco dove favorevoli e contrari si daranno battaglia a colpi di ordini del giorno per cercare accelerare o di bloccare la realizzazione del palazzo con gli uffici della Regione. Verranno invitati il governatore Marco Marsilio, l’assessore regionale al patrimonio Quintino Liris, gli Ordini professionali e le associazioni ambientaliste.
no del centrosinistra I consiglieri comunali del Partito democratico e delle liste di centrosinistra hanno già detto di essere contrari alla proposta di costruire la nuova sede della Regione nell’area di risulta. «Gli uffici pescaresi della giunta regionale vanno accorpati sia per ragioni economiche che funzionali», ha detto di recente il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «ma la proposta del sindaco Carlo Masci e del presidente Marco Marsilio di edificare la sede unica nell’area di risulta è inaccettabile. Leggiamo nel protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione e Comune che per contenere gli uffici regionali di Pescara ci sarebbe bisogno di una superficie di circa 20mila metri quadrati, su cui generare qualcosa come 60mila metri cubi di cemento». «Pensare di concentrare questa densità di cemento nel cuore della città», ha proseguito, «vuol dire azzerare le prospettive di realizzare un grande parco centrale che i pescaresi chiedono da trent’anni e vuol dire rinunciare alla realizzazione di un attrattore culturale che, secondo noi, va individuato un serio processo di partecipazione con l’obiettivo di dare, insieme al parco, una nuova linfa al centro urbano e al sistema culturale cittadino».
il comune va avanti Ma il sindaco è intenzionato ad andare avanti con la realizzazione della nuova sede della Regione nell’area di risulta. «Tutte le amministrazioni che si sono succedute», ha ricordato di recente Masci, «hanno deliberato che nell’area di risulta venisse realizzato un parco di circa 60mila metri quadrati, parcheggi a silos, un hub per la mobilità e un edificio pubblico a nord della vecchia stazione. Poi, ad un certo punto, la giunta Alessandrini ha previsto edifici residenziali e commerciali da assegnare ai privati insieme alla gestione dei parcheggi. Noi oggi, avendo verificato, attraverso il bando andato deserto, l’impraticabilità di quella strada pubblico/privato, abbiamo intrapreso il percorso di un intervento tutto pubblico con la Regione, sostituendo gli edifici residenziali e commerciali con la sede della Regione, occupando uno spazio pari all’1,5 per cento di tutta l’area». «Chi dice che questo progetto toglierà un solo metro di area verde del parco già previsto», ha concluso Masci, «dice letteralmente il falso. Per questo noi andremo avanti e non lasceremo che i pescaresi continuino ad aspettare la riqualificazione dell’area di risulta».