Scoperta azienda a rischio mafia Il prefetto dà lo stop all’attività

È il terzo provvedimento adottato da agosto scorso. Di Vincenzo: «Così si tutela l’economia legale» Il presidente dell’Ance Strever: «Sì ai controlli sulle imprese, va bloccato chi non è degno di stare qui»
PESCARA. Prima un bar, poi una società agricola, ora un’impresa del settore immobiliare. Il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha adottato una nuova comunicazione interdittiva antimafia, la terza nel pescarese da agosto 2021. È un’impresa locale, non di grandi dimensioni, e ora non potrà contrarre con la pubblica amministrazione o ricevere erogazioni pubbliche. L’annuncio arriva dalla prefettura che mette in evidenza un concetto fondamentale per Di Vincenzo e cioè che «occorre mantenere alta l’attenzione senza trascurare alcun aspetto ai fini della tutela dell’economia legale». Per questo «continuiamo a lavorare», dice, «senza enfatizzare né sottovalutare alcunché, per alzare quegli argini necessari a tutelare la legalità sul territorio». Un’attenzione che si registra in un momento particolare per l’economia, perché dopo il Covid si prospetta la ripresa che non può essere, però, un’occasione per «la criminalità di infilarsi nei contesti più favorevoli», e laddove cerchi di farlo deve trovare uno stop.
La comunicazione è il frutto del lavoro di approfondimento del gruppo antimafia, di cui fanno parte le forze dell’ordine, che monitora la documentazione prodotta dalle aziende, nell’ambito delle commesse pubbliche. Per questo tipo di accertamenti sono possibili anche accessi ai cantieri.
Per Gennaro Strever, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili di Chieti - Pescara, non c’è alcun dubbio sulla utilità di controlli di questo genere. «Ben venga qualsiasi controllo finalizzato ad accertare la regolarità delle imprese perché rendono più sicuro il territorio e consentono di bloccare quelle realtà che non sono degne di stare qui. Se c’è qualcuno che lavora nella illegalità penso che sia positivo esercitare questo monitoraggio: la legge è legge. E più i controlli sono fitti, più sicurezza generano, in senso lato. Chi ha paura di queste iniziative, è giusto che venga controllato». La Camera di Commercio presieduta proprio da Strever ha messo a disposizione la banca dati di Unioncamere, attraverso un protocollo di intesa con la prefettura. E l’azione di prevenzione delle infiltrazioni promossa da Di Vincenzo si è snodata su più fronti: prima controllando i trasferimenti delle attività commerciali e degli immobili e ora anche gli ambiti di Pnrr e Zes.

