Scoperta discarica abusiva di rifiuti speciali

8 Ottobre 2022

Carabinieri forestali a Rosciano. Mattoni, pneumatici e letame: la Procura ordina il sequestro dell’area

ROSCIANO. I militari della stazione carabinieri forestali di Torre de’ Passeri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) del gruppo carabinieri forestali di Pescara, in esito ad alcune indagini sul trasporto di rocce e terre da scavo, dirette dal sostituto procuratore Anna Benigni, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, a carico di due indagati del posto, in concorso tra loro, di una discarica abusiva di rifiuti speciali in località Casale, a Rosciano.
In tale area erano in corso dei lavori di miglioramento fondiario, che prevedevano il riporto ed il livellamento di terre e rocce da scavo e la copertura con uno strato di terreno vegetale per la rimessa a coltura, ai sensi di un decreto del 2017, di una vecchia cava abbandonata.
Invece, la denuncia e il relativo sequestro sono scattati poiché, su una superficie di circa 5.000 metri quadrati, sottoposta anche al vincolo idrogeologico, sono stati trovati circa 10.000 metri cubi di terre e rocce da scavo, scaricati da sei diverse imprese edili e/o di movimento terra, non classificabili come tali per la presenza di rifiuti da demolizioni, tra cui mattoni, piastrelle e pezzi di calcestruzzo, pneumatici fuori uso, cumuli di letame e di residui vegetali derivanti da potature, asfalto in blocchi o mescolato con terra.
Materiali che non sono compatibili con la natura delle terre e rocce da scavo, previste e autorizzate dal Comune di Rosciano per la relativa pratica.
«A volte», ha dichiarato il comandante del gruppo carabinieri forestali di Pescara, «ci troviamo di fronte ad attività imprenditoriali di recupero ambientale che vengono utilizzate per nascondere rifiuti».
«Rifiuti», ha proseguito il comandante, «che, altrimenti, comporterebbero dei costi per il loro recupero o riciclo, sotterrandoli e facendoli scomparire dalla vista di chiunque, utilizzando norme edilizie semplificate, pur rischiando fino a due anni di arresto, se viene accertata la presenza di rifiuti pericolosi».