Scoperte le mascherine con le etichette falsificate

La denuncia della Regione: i dispositivi distribuiti da una ditta di Lanciano Allarme scattato dopo i controlli dei Nas. Sarebbero state utilizzate in ospedale
Dispositivi di protezione individuale con certificazione falsa: la segnalazione arrivata dal comando del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Pescara fa scattare l’allarme per la diffusione di mascherine non idonee, che sarebbero finite anche all’interno di presidi ospedalieri abruzzesi. Il direttore facente funzioni del dipartimento per la Salute e il Welfare della Regione, Giuseppe Bucciarelli, ha diramato una comunicazione ai direttori generali e ai direttori sanitari, ma molti medici e infermieri sono venuti a conoscenza della vicenda solo tramite dei messaggi privati scambiati tra di loro. La diffusione di questa notizia, pertanto, assume una grande rilevanza affinché tutti possano essere allertati qualora abbiano utilizzato questi dispositivi.
LE MASCHERINE. Come riporta il documento del dipartimento Sanità – servizio ispettivo e controllo qualità della Regione Abruzzo, i dispositivi di protezione individuale sono stati prodotti in Cina e approvvigionati dalla ditta Densamedia di Alessandro Tonelli, di Lanciano. Sulle confezioni sono state apposte delle etichette che parlano di “mascherina ad uso medico monouso” con tanto di marchio CE, la tipologia Kn95 che sulla carta rappresenta l’equipollente alle Ffp2 europee, la capacità filtrante pari al 99,4% e la dicitura: «Conforme ai requisiti tecnici della normativa GB19083-2010». La certificazione del prodotto, però, secondo i Nas di Pescara è falsa. Le eventuali accuse saranno al vaglio dalla magistratura.
LA COMUNICAZIONE. Il direttore del dipartimento sanità della Regione, Bucciarelli, nel rendere nota la situazione ai direttori generali e sanitari Asl, parla di qualcosa di «urgentissimo». Così nell’oggetto sintetizza la vicenda con una «segnalazione Dpi con certificazione falsa». Quindi viene ribadito nella comunicazione che «la certificazione relativa ai dispositivi di protezione individuale Kn95 GB2626-2006 Standard, approvvigionati dalla ditta Densamedia di Alessandro Tonelli di Lanciano e prodotti nella Repubblica Popolare Cinese, è risultata falsa. L’utilizzo di tali dispositivi è di conseguenza vietata. Si prega di dare massima diffusione».
GLI OSPEDALI. Secondo verifiche effettuate dalla Regione, le mascherine sarebbero finite al presidio ospedaliero dell’Aquila, ma forse anche in altre strutture sanitarie abruzzesi. Da quel che ci risulta, però, fino a ieri mattina, nei reparti dell’ospedale del capoluogo non ci sarebbero state comunicazioni ufficiali su quel lotto di dispositivi. Medici e infermieri ne sarebbero venuti a conoscenza solo tramite messaggi Whatsapp privati scambiati con dei colleghi di Teramo. Ecco quindi che è doveroso pubblicare questo articolo, affinché tutte le persone che siano entrate in possesso di tali dispositivi di protezione individuale sappiano che sono vietate, come certificato dai Nas di Pescara e messo nero su bianco anche dalla Regione con il documento a firma del dottor Bucciarelli.
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