Scoperte piante di marijuana di 2 metri

Oltre alla vasta piantagione, trovate anche attrezzature e laboratori di ultima generazione. E ora è caccia ai coltivatori
SPOLTORE. Un’altra piantagione di marijuana scoperta in provinca. Questa volta era nascosta fra gli oliveti, nelle campagne di Spoltore, la vasta coltivazione di marijuana sequestrata dai finanzieri del comando provinciale nel corso di specifici servizi di contrasto alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti, condotti con l’ausilio dei cani antidroga. Le piante, con fusti alti più di due metri (nella foto), erano pronte per essere tagliate, essiccate e immesse sul mercato. Durante i sopralluoghi nell’area passata al setaccio dai finanzieri, le fiamme gialle hanno trovato anche attrezzature iper tecnologiche per favorire la crescita e lo sviluppo dello stupefacente. Sempre nelle vicinanze, sono stati scoperti dei laboratori hi-tech, con strumentazioni e opere di bonifica di ultima generazione: coltivazioni a terrazzamenti, fertilizzanti, sistemi di irrigazione e areazione.
Le indagini ora proseguono per cercare di risalire a chi coltivava le piante e a chi ha progettato quelle serre, sfruttando per fini illeciti i terreni agricoli. E questo, per la guardia di finanza, dimostra che la zona del Pescarese non è più solo un mercato di destinazione della droga, ma è diventato anche «un mercato di fabbricazione», in cui viene coltivata e prodotta, e ciò, come dimostrano le recenti operazioni, avviene soprattutto nelle zone della provincia ad alta vocazione agricola e a bassa densità abitativa.
«Zone», fanno presente le fiamme gialle, «in cui spesso è facile avviare lo sfruttamento di ex capannoni aziendali abbandonati».
Il sequestro si inserisce nell’ambito del piano d’azione Drug Market, il cui obiettivo è proprio quello di ricostruire e disarticolare la filiera della droga, in modo da stroncare i flussi e le fonti di approvvigionamento locali e non.
«L’operazione appena portata a termine», sottolinea il comandante provinciale ella Guardia di finanza, Antonio Caputo, «è il risultato del costante presidio economico del territorio. Gli spunti investigativi raccolti forniscono un importante impianto di approfondimento delle nuove pratiche locali di coltivazione della droga, ma anche e soprattutto delle modalità di reimpiego dei proventi illeciti derivanti dagli sfruttamenti illegali dei fondi agricoli della provincia».
«Proprio per questo», avverte il colonnello Caputo, «continueremo a mantenere alta la vigilanza a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini».
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