Scoperte reinfezioni da varianti del virus

24 Gennaio 2021

Tutto parte da un malato di settembre che è tornato positivo

PESCARA. Ci sono varianti del coronavirus all'origine di gran parte dei contagi registrati in Abruzzo negli ultimi giorni. La circolazione diffusa delle varianti è confermata anche da un altro elemento: quello dei primi casi di reinfezione. Intanto i nuovi contagi sono 221 e ci sono altri dieci morti.
GLI ULTIMI DATI. I casi più recenti sono emersi dall'analisi di 3.848 tamponi: è risultato positivo il 5,74% dei campioni. Dei nuovi positivi, la più giovane è una bimba di un anno della provincia di Teramo e la più anziano è una donna pescarese di 97 anni. La località con più nuovi casi è Pescara (41), seguita da Montesilvano (13), Chieti (11) e Spoltore (10).
Dei dieci decessi, tre sono avvenuti nei giorni scorsi ma comunicati solo ieri dalle Asl. Le sette vittime più recenti sono una 67enne di Luco dei Marsi, una 74enne di Montesilvano, un 78enne di Avezzano, una 81enne di Chieti, una 89enne di Lanciano, un 91enne di Città Sant'Angelo e una 93enne di Villa Santa Maria. Gli attualmente positivi sono 10.411 (-88): 427 pazienti sono ricoverati in area medica (-14) e 41 in terapia intensiva (+1). Gli altri 9.943 sono in isolamento domiciliare (-75).
REINFETTATI. Gran parte dei contagi delle ultime settimane è riconducibile a varianti, sulla cui tipologia sono in corso accertamenti. Ci sarebbero proprio le varianti all'origine delle reinfezioni: in un caso, ad esempio, un soggetto che aveva avuto il Covid-19 tra settembre e ottobre, dopo essere stato negativo per alcuni mesi, di recente è risultato nuovamente positivo.
In tal senso si sta studiando la risposta anticorpale dei pazienti, perché in caso di nuova infezione all'origine del contagio potrebbe esserci un ceppo diverso del virus.
LA DIFFUSIONE. «Mentre all'inizio vedevamo casi da varianti concentrati in un'area o in una struttura, ora registriamo contagi sparsi. Non più focolai circoscritti: le varianti si sono intrufolate ovunque sul territorio», commenta Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'Università di Chieti, struttura individuata dalla Regione, insieme allo Zooprofilattico di Teramo, per il sequenziamento del virus. Secondo l'esperto in un contesto del genere è fondamentale, da parte delle Asl, l'attività di "tracking", per ricostruire la catena di trasmissione e individuare l'origine dei contagi.
TEST PER PREDICE GRAVITÀ. «Con il Cast (Center for advanced studies and technology) dell'Università di Chieti», annuncia Stuppia, «stiamo organizzando un grande progetto che prevede tre attività principali: sequenziamento, ricerca e studio degli anticorpi nei pazienti, test prognostici». Questi ultimi saranno in grado di predire in che direzione andrà l'infezione in un paziente e, soprattutto, se il soggetto rischia di raggiungere la fase acuta, che potrebbe rivelarsi fatale.