Scoppia il caso Girosante, il Pd si divide

L’esponente dem accusato di non aver votato Fidanza alle provinciali. Ma lui: «Sono fedele al partito»
MONTESILVANO. C’è aria di crisi nel Partito democratico di Montesilvano. Il gruppo consiliare di opposizione, infatti, appare ormai irrevocabilmente diviso in due: da una parte, il capogruppo Enzo Fidanza e i consiglieri Romina Di Costanzo e Antonio Saccone, a cui sono sempre più vicini i pentastellati Gabriele Straccini e Giovanni Bucci, dall’altro il giovane Stefano Girosante, isolato dal resto del gruppo ma che continua a rivendicare la propria appartenenza al Pd, senza sé e senza ma.
Per questa ragione, in vista del prossimo consiglio comunale, i tre consiglieri dem hanno presentato mozioni e interrogazioni senza il coinvolgimento di Girosante. La tensione era già nell’aria da tempo, con il consigliere spesso assente dalle iniziative dei colleghi, ma è solo questa settimana che la situazione è stata ufficializzata con una vera e propria presa di distanza dal giovane consigliere accusato, seppur tra le righe, per la mancata elezione di Fidanza in consiglio provinciale. «Alle scorse elezioni provinciali purtroppo non siamo riusciti ad eleggere il nostro capogruppo Fidanza, sebbene forti di un accordo con i colleghi consiglieri pentastellati», ricostruisce Saccone. «Nonostante la scelta condivisa da tutti sul nome di Fidanza, il voto che è venuto a mancare era proprio in seno al nostro gruppo. Questo ha arrecato un grave danno non solo al partito locale, ma anche provinciale in quanto il mancato voto ha fatto scattare un seggio all’altra lista e non a quella dei democratici e soprattutto alla città di Montesilvano, che vede mancare un importante protagonismo in seno al consiglio provinciale. È ovvio che questo ha segnato un’incrinatura e una mancanza di fiducia che stenta ad essere sanata».
Un’accusa che Girosante, però, respinge con forza. «Non capisco come si faccia ad accusare me per la mancata elezione di Fidanza. Io sono sempre stato fedele al mio partito, ho rinnovato la tessera e continuo a rimanere fermo al mio posto, che è quello di consigliere più votato del Pd, e a rappresentare tutti i miei elettori», sottolinea. «Sicuramente ci sono state iniziative promosse dai miei colleghi che non ho condiviso. Ma è altrettanto vero che ultimamente non sono stato coinvolto in nessuna attività e credo che non ci sia niente di più sbagliato, se si vuole avvicinare i giovani alla politica, che allontanare e non ascoltare le idee di un consigliere eletto a 24 anni». (a.l.)

