Scoppia la protesta dei medici di base

Il segretario Petrucci incalza la Regione: «L’accordo integrativo è ancora fermo al 2006»
CHIETI. Diciotto anni fa l’ultimo accordo regionale: ora basta. I medici di base scendono sul piede di guerra. «A un anno e mezzo dall’insediamento del tavolo regionale per il rinnovo dell’Accordo integrativo, relativo all’Accordo collettivo nazionale per il triennio 2016-2018 dei Medici di medicina generale, questo non è stato ancora siglato», scrive Mauro Petrucci, segretario regionale della Fimmg, che incalza la Regione. «A quattro mesi dalle elezioni il tavolo non è stato ancora riconvocato. Nel frattempo, il 4 aprile scorso, è entrato in vigore anche il nuovo accordo nazionale per il triennio 2019-2021. Abbiamo avuto in questi anni un commissariamento regionale», prosegue Petrucci, «una pandemia, i fondi del Pnrr, un Dm 77 che ha ridisegnato lo scenario di ciò che dovrà essere la nuova medicina del territorio, la crisi relativa alla carenza dei medici di medicina generale per una mancata programmazione e per la “fuga” dei giovani colleghi verso altri ruoli più gratificanti lasciando intere aree, con relativa popolazione, senza assistenza. Siamo di nuovo alla vigilia di un nuovo e quasi certo commissariamento che, per ora è solo rinviato e qualora non dovesse essere scongiurato definitivamente, farà ancora di più arretrare, se non collassare, il nostro Servizio sanitario».
Fatta la premessa, il segretario della Fimmg affonda la lama: «Le aggregazioni funzionali territoriali (Aft) tra medici e le Uccp (unità complesse di cure primarie) che costituiscono l’unica vera risposta organizzativa idonea alle nuove esigenze assistenziali nella nostra regione sono ancora una chimera», afferma Petrucci, «nel frattempo dalle direzioni aziendali veniamo chiamati a collaborare per contenere la spesa per la farmaceutica e per la diagnostica al fine di rientrare dal forte deficit». E per di più dal passato si riaffaccia uno spettro: «Le stesse Asl stanno chiedendo la restituzione di somme relative alla cosiddetta indennità di rischio per le guardie mediche, previste dalla Regione, e successivamente contestate come non dovute, ignorando la cosiddetta norma inserita in una legge dall’onorevole Nazario Pagano, con la chiara volontà di sanare questa brutta vicenda evitando la restituzione delle somme». Ma nel frattempo «non si perde tempo a deliberare ed avviare la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità con numerose funzioni in capo al medico curante che lui fa ed ha sempre fatto dal momento che è il suo compito professionale».
Alla luce di tutto ciò la Fimmg lancia un ultimo appello a Marsilio e all’assessore Verì avvertendo che alla mancata firma del nuovo Accordo integrativo «potranno fare seguito solo forme di protesta e di lotta che coinvolgeranno cittadini, pazienti ed associazione dei malati». (c.s.)
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