Scosse senza fine, 299 le vittime

Che cosa è accaduto in Centro Italia. E il 18 gennaio 2017 la sciagura di Rigopiano
L’AQUILA. Alle 3:36 una scossa di terremoto di magnitudo 6 sulla scala Richter devasta i Comuni di Amatrice, Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), causando seri danni anche in una larga parte dell’Abruzzo. È l’inizio di quella che l’Ingv definirà la sequenza sismica del Centro Italia, una delle più lunghe nella storia moderna. Sotto le macerie restano 299 vittime: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata (quasi tutte nella frazione di Pescara del Tronto) e 11 ad Accumoli.
È il culmine della stagione turistica, nei territori colpiti si trovano visitatori ed ex residenti tornati nelle seconde case per la stagione estiva. Ingenti i danni a case, edifici pubblici, imprese, strade, beni culturali, non solo nei tre Comuni, ma anche nei centri vicini, e anche in Umbria (la stessa notte viene registrata una scossa di magnitudo 5.4 a Norcia) e Abruzzo. I primi sfollati vengono accolti negli alberghi di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), lungo la costa. Viene stilato un elenco di 62 Comuni compresi nel cratere sismico.
Ma non è finita. Il 30 ottobre 2016 alle 7:40 una scossa di magnitudo 6.5, la più forte registrata in Italia dopo il terremoto in Irpinia, con epicentro tra Norcia, Preci (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata), fa crollare la basilica di San Benedetto a Norcia, distrugge la frazione di Castelluccio di Norcia e fa peggiorare i danni segnalati in tutta l’area.
Non ci sono vittime, ma il numero dei Comuni danneggiati sale a 131, il cratere sismico comprende Marche, Lazio, Umbria, Abruzzo e gli sfollati sono decine di migliaia.
Il 18 gennaio 2017 altre quattro scosse fanno tremare la terra nell’Aquilano: la prima alle 10:25 di magnitudo 5.1 con epicentro a Montereale; la seconda di magnitudo 5.5 alle 11:14 con epicentro a Capitignano; la terza alle 11:25 di 5.4 con epicentro a Pizzoli; la quarta di magnitudo 5.0 alle 14:33 con epicentro a Cagnano Amiterno.
Ci sono danni e crolli, compreso quello del campanile della chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice: ci sono state abbondanti nevicate e una persona muore nel crollo di una stalla.
Per l’Abruzzo è il giorno di un’altra tragedia immane. Poco prima delle 17 una valanga si abbatte sull’Hotel Rigopiano a Farindola, dove restano intrappolate 40 persone: 11 i sopravvissuti, 29 le vittime.

