Screening gratuiti per Hiv e Hcv

9 Marzo 2019

Il servizio è offerto dai volontari della Croce Rossa di Spoltore

PESCARA. «L’ultima drammatica vicenda della violenza sessuale a Pescara ripropone e impone riflessioni importanti su temi che non sono affatto estranei ai nostri territori». Così il presidente della Croce Rossa di Spoltore Pierluigi Parisi, interviene sull’episodio di via Alento, facendo propria l’analisi di don Marco Pagniello, direttore di Caritas diocesana: «Degrado, esclusione sociale, marginalizzazione di pezzi anche consistenti della società, restano e resteranno problemi irrisolti fino a quando si continuerà ad affrontarli come emergenze o più semplicemente quando arrivano all’evidenza della stampa». Temi che la Croce rossa di Spoltore conosce bene visto che da alcuni anni opera con la sua Unità di strada e con il proprio Servizio psicosociale, cercando di fare rete con altri soggetti che offrono servizi di bassa soglia. «Monitorizza costantemente la presenza e le necessità delle persone senza dimora», ricorda Parisi, «cercando di rispondere ai bisogni immediati, anche di tipo sanitario, ed attuando le strategie tipiche per la riduzione del danno».
Proprio lavorando in questi contesti, oggi, alla stazione di Pescara, la Croce rossa di Spoltore riproporrà la campagna nazionale della Croce rossa italiana “Meet, Test & Treat” per offrire a chiunque uno screening gratuito, anonimo e veloce su Hcv e Hiv. Ma Parisi rimarca: «Non è pensabile affidare al volontariato la risoluzione di tutti i problemi. Non è pensabile nemmeno ridurre o contrastare la presenza di clochard semplicemente cacciandoli da un posto, sequestrando o distruggendo le poche coperte o effetti personali, in nome del pur necessario decoro urbano: una persona cacciata da un luogo, non avendo alternative, semplicemente se ne troverà un altro. Le istituzioni non si limitino sempre e solo alle soluzioni tampone, a correre dietro alle emergenze. Diversamente non se ne uscirà».
Ricorda il presidente della Croce rossa di Spoltore ispirandosi quanto detto dal direttore della Caritas: «Questi fenomeni sono la risultante di un processo, dell’abbandono delle nostre periferie e di un impoverimento che coglie strati sociali particolarmente vulnerabili; basti pensare a chi abusa di sostanze o di alcol, agli ex detenuti, ai disabili fisici e psichici, agli immigrati, ai sex-workers, ma anche agli anziani, agli espulsi dal mondo del lavoro. Disagio sociale e devianze diventano spesso terreno fertile per la criminalità urbana».