Screening tumori, Francavilla non partecipa
Campagna gratuita per il colon retto, ma le provette vanno portate a Chieti. L’Asl : problemi informatici
FRANCAVILLA. Uno screening gratuito del tumore del colon retto? Iniziativa maiuscola, a patto però che il proprio distretto sanitario sia in grado di effettuare la raccolta dei prelievi. E quello di Francavilla non lo è. Problemi di natura informatica, spiegano alla Asl, che pure ha promosso o partecipato a molte campagne di prevenzione. Ma l’effetto non cambia.
Così, chi si vede arrivare a casa l’invito a partecipare alla campagna contro i tumori intestinali, promossa dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, scopre suo malgrado che occorre recarsi a Chieti per consegnare la provetta fornita dall’Azienda sanitaria. «Il distretto sanitario di Francavilla non è stato coinvolto nella raccolta delle provette in quanto mancavano gli elementi necessari», spiega la dottoressa Rosa Borgia, dirigente del distretto sanitario. «La procedura di raccolta prevede fasi diverse».
Le provette con i campioni da esaminare devono essere custodite alla giusta temperatura, e questo presuppone la disponibilità di specifiche attrezzature. Però, il vero problema che ha escluso Francavilla dall’organizzazione della raccolta, è di natura informatica. «Il progetto necessita di uno specifico programma per la registrazione dei campioni che solo alcuni distretti sanitari hanno, mentre Francavilla non ce l’ha. Per questo motivo, la raccolta delle provette è stata concentrata a Chieti. Voglio precisare che il nostro distretto già diversi anni fa aveva partecipato per primo a un programma sperimentale per la prevenzione dei tumori intestinali. In seguito, per un problema legato ai finanziamenti, gli screening sono stati sospesi. Se in questo caso Francavilla non è stata inclusa nell’organizzazione della raccolta delle provette, è anche vero che effettua servizi che non tutti gli altri distretti offrono».
Resta il disagio dei francavillesi interessati allo screening, riservato ai cittadini tra i 50 e i 70 anni, costretti a spostarsi nel capoluogo di provincia portandosi dietro provette e campioni, a chissà quale temperatura, perché il locale distretto sanitario di base non effettua la raccolta dei prelievi.
Come nel caso di F.T., che dice: «Ho chiesto spiegazioni allo sportello del distretto sanitario di Francavilla senza ottenere risposta». La soluzione-Chieti sa di beffa. «Si prende l'auto e si fanno vari chilometri per andare a consegnare una provetta che potrebbe o dovrebbe essere raccolta agevolmente nel proprio Comune di residenza».(g.g.)
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