«Scuola, arrivano 3.300 prof precari»

28 Luglio 2023

Desiati della Cisl accusa: in Regione infornata di insegnanti di sostegno a tempo determinato, ma sono più degli effettivi

CHIETI. L’Ufficio Scolastico per l’Abruzzo ha autorizzato anche quest’anno oltre 3.000 posti di insegnante di sostegno nelle scuole abruzzesi. Ancora una volta, il primo di settembre, arriverà nelle scuole della regione un esercito di docenti precari per cercare di garantire l’inclusione scolastica degli alunni con handicap. Ma la Cisl scuola non ci sta.
La normale dotazione di personale sui posti di sostegno in Abruzzo è pari a: Chieti 1.017, L’Aquila 729, Pescara 727 e, Teramo 776 per un totale di 3.249. «Un numero talmente insufficiente di posti che ogni anno, e da decenni, il Ministero dell’Istruzione e del Merito “costringe” l’Ufficio Scolastico per l’Abruzzo ad assumersi la responsabilità di autorizzare un numero elevatissimo di posti in deroga, ovvero di posti eccezionalmente ed annualmente necessari, che addirittura quest’anno ha superato la normale dotazione». Così dichiara Davide Desiati, segretario generale del sindacato di categoria.
A Chieti ne arriveranno 883, all’Aquila 770, a Pescara 732, a Teramo 916, per un totale di 3.302 insegnanti precari.
Lo scorso anno erano 2.829, quindi ci sarà un aumento di 473 perché sono notevolmente aumentati sia gli alunni con handicap sia la gravità degli handicap. «Ma è necessario assicurare stabilità ai docenti significa garantire agli alunni continuità didattica», sottolinea Desiati, «dopo decenni, finalmente le università abruzzesi hanno avviato percorsi di specializzazione per i docenti sul sostegno in numero sufficiente per garantire, nel giro di qualche anno, ad ogni alunno con handicap un insegnante specializzato. Per il prossimo anno accademico», continua il sindacalista, «le università abruzzesi accoglieranno 882 docenti, che acquisiranno la specializzazione necessaria per l’insegnamento ad alunni con un handicap, ovvero un numero quadruplo rispetto a quello previsto fino a quattro anni fa. Chiaramente sarebbe possibile incrementare tali posti al fine di ridurre i tempi necessari a specializzare tutto il personale in servizio, ma al momento il reale problema risulta la precarietà dei docenti e la conseguente discontinuità didattica. Bisogna solo smettere», conclude Desiati, «di prendere in giro alunni con handicap, genitori, docenti e l’intera scuola abruzzese, per non dire italiana, evitando di parlare di posti eccezionalmente ed annualmente necessari quando invece sono costantemente in aumento da decenni. La Cisl Scuola Abruzzo Molise chiede ai rappresentati politici della Regione di intervenire affrontando e risolvendo una volta per tutte il problema». (c.s.)
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