Scuola Giardini, scontro sul progetto

Penne, l’impresa vincitrice chiede il rispetto del bando ma il Comune temporeggia. L’opposizione: no alla delocalizzazione
PENNE. Il futuro della scuola Mario Giardini di Penne continua ad alimentare dubbi e perplessità. Lo scorso giovedì pomeriggio, a palazzo di città, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Penne, Gabriele Pasqualone, assieme alla segretaria generale dell’ente, la dottoressa Francesca Vecchi, ha incontrato i responsabili della Corbo Group spa, la società che si è aggiudicata il bando messo in piedi dall’amministrazione comunale D’Alfonso per la realizzazione di una nuova struttura scolastica in via dei Lanaioli.
I vertici della società campana hanno chiesto garanzie circa il rispetto del bando di gara. Qualora l’amministrazione decidesse di fare un passo indietro sul progetto di delocalizzazione della Giardini, sciogliendo di fatto il bando di gara espletato, la Corbo sarebbe anche pronta ad avviare le azioni legali del caso per tutelare i propri interessi. Insomma, al momento l’amministrazione si trova tra l’incudine e il martello per quel che riguarda il futuro della Giardini.
Se da un lato l’ultimo indirizzo del governo cittadino sembra quello di puntare al rifacimento dell’edificio scolastico nella zona di via Caselli, dall’altro c’è da fare i conti con un bando portato a termine, e assegnato, che potrebbe comportare una penale importante per le casse comunali.
«È normale che la Corbo faccia la propria parte», ha detto il sindaco D'Alfonso. «Abbiamo preso un periodo di riflessione per cercare di trovare altri fondi pubblici dal Governo centrale. Solo dopo decideremo se delocalizzare la scuola o rifarla ex novo nel sito di Via Caselli. L’ipotesi meno probabile resta quella di ristruttura l’edificio di via Caselli. Solo una volta ottenuta la risposta dal governo Renzi decideremo quale strada seguire».
Se l’amministrazione riuscisse a reperire una cifra importante dal piano Renzi per l’edilizia scolastica, da aggiungere ai 730 mila euro previsti dal finanziamento regionale, si assottiglierebbe notevolmente la spesa che l’ente sarebbe costretto ad affrontare attingendo dalle proprie risorse.
Le forze d’opposizione cittadine (Sel, Rifondazione, Fi e M5S), intanto, riunite in settimana dall’assessore Pasqualone per discutere delle scelte in materia di lavori pubblici hanno tutte sottolineato il loro no alla delocalizzazione della Giardini. «Diciamo no alla delocalizzazione della Giardini», ha detto Matteo Tresca di Sel. «È necessario avviare uno studio sulla popolazione studentesca e puntare sulle opportunità promosse dal governo Renzi per valutare l'opportunità di realizzare un unico plesso scolastico riqualificando una delle strutture già esistenti».
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