“Scuola inclusiva”, primi test sui bambini

A Manoppello il progetto regionale che verifica e previene disagi di apprendimento tra i ragazzi
MANOPPELLO. Il progetto regionale "La scuola inclusiva" arriva a Manoppello, dove ieri l'assessora regionale alle Politiche sociali, giovanili e pari opportunità Marinella Sclocco ha incontrato i genitori dei piccoli alunni e gli insegnanti della scuola dell'infanzia per intraprendere con loro un percorso conoscitivo sulle problematiche di apprendimento dei bambini.
Il progetto prevede un'attenzione particolare per i Comuni delle aree interne delle quattro province e mira a svolgere un’ indagine conoscitiva sulla popolazione scolastica. L’incontro tenuto ieri a Manoppello, non è altro che una tappa di un lungo percorso che la Sclocco dovrà completare nelle prossime settimane.
«Obiettivo del progetto» spiega l'assessora «è quello di fornire tutti gli strumenti tecnici necessari, ai genitori e agli insegnanti, per capire quali alunni abbiano bisogno di un percorso di apprendimento personalizzato. Una evidenza che sarà accertata in base ai risultati di test scientifici che potrebbero far emergere soggetti affetti da disturbi dell'apprendimento (Dsa) o richiedenti bisogni educativi speciali (Bse). Sulla base di una precisa scelta politica» va avanti la Sclocco «abbiamo deciso di "visitare" le scuole delle aree interne, per garantire i livelli di servizio che già sono stati assicurati negli istituti scolastici dei centri più popolosi d’Abruzzo».
La partecipazione dei genitori è stata massiccia e tutti si sono dichiarati pronti ad assicurare la massima collaborazione per portare avanti il progetto. Del resto, per le famiglie, si tratta di una opportunità esclusiva. Un modo per testare la predisposizione dei propri figli e nel caso essere sostenuti ad affrontare situazioni di cura e assistenza.
«Con questo progetto» aggiunge Marinella Sclocco «vogliamo dare anche un segnale tangibile e operativo di vicinanza ai cittadini dei piccoli centri che, molto spesso, per ragioni orografiche o di bassa densità di popolazione, assistono a una drastica riduzione dei servizi sul territorio».
Il progetto sarà attuato nella prima fase con la valutazione dei bambini sotto il profilo funzionale a opera di specialisti del settore. In base ai risultati dei test scientifici sarà eventualmente stilato un elenco di piccoli alunni affetti da Dsa che hanno la necessità di un percorso di apprendimento personalizzato. Per loro sarà poi sviluppato il cosiddetto Piano didattico personalizzato (Pdp) con la diretta collaborazione dei genitori dell'alunno e degli insegnanti. I risultati delle indagini estese su tutte le scuole consentiranno di avere una statistica regionale del disagio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

