Scuola, la protesta dei docenti

15 Giugno 2015

Stato di agitazione contro il Ddl che oggi approda in Senato

PESCARA. Stato di agitazione nella scuole contro il Ddl Buona scuola. La responsabile provinciale Anief Rossella Colangelo e il professor Cesare Cotellessa della Rsu Ipssar De Cecco in rappresentanza dei docenti e componenti di tutti gli istituti si fanno portavoce dello stato attuale della protesta riaffermano il no convinto e compatto del mondo della scuola e chiedendo il ritiro del Ddl sulla Buona scuola che oggi approderà alla commissione cultura del Senato. Gli insegnanti si oppongono a un disegno che più che «riformare» intende riscrivere e in piena autonomia le regole di una realtà complessa ed estremamente articolata come quella della scuola, il cui centro deve rimanere l'alunno. «Le 13 deleghe previste nel Ddl rappresentano di fatto il pericolo reale in quanto si permetterebbe al premier di regolamentare ad esempio in autonomia sul monte orario dei docenti e sul loro status giuridico», spiegano i docenti. «Altro aspetto controverso è l’articolo 7 che prevede l'istituzione degli albi regionali nei quali i docenti gradualmente si troverebbero ad essere iscritti perdendo la titolarità della sede, la continuità e la possibilità di trasferirsi». «Appare ormai chiaro a tutti gli operatori della scuola», concludono i docenti, «a quelli che la scuola la vivono da vicino come docenti e alunni quali sono i rischi che si corrono se il Ddl verrà approvato e se a prevalere sarà la logica di una scuola aziendalistica a quella di una scuola come azienda».

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