Scuola, lezioni da casa per gli studenti del Galilei

SAN GIOVANNI TEATINO. Lezioni da casa per gli studenti della secondaria di primo grado dell'istituto comprensivo Galileo Galilei di San Giovanni Teatino. Ad annunciarlo è il reggente Ettore D'Orazio,...
SAN GIOVANNI TEATINO. Lezioni da casa per gli studenti della secondaria di primo grado dell'istituto comprensivo Galileo Galilei di San Giovanni Teatino. Ad annunciarlo è il reggente Ettore D'Orazio, dirigente scolastico anche dell'istituto comprensivo 4 di Chieti, che già prima di aver ricevuto la notizia ufficiale della chiusura delle scuole fino al 15 marzo per l’emergenza legata al coronavirus, aveva messo in moto la macchina organizzativa per trovare una soluzione alla sospensione delle attività didattiche, almeno per i ragazzi più grandi. «La chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale rappresenta una misura drastica, ma evidentemente dovuta», dice commentando il provvedimento arrivato nella giornata di ieri. «Il nostro istituto conta circa 1800 studenti, tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado. In questi giorni, dove il pensiero del nuovo virus inevitabilmente aleggia nella mente di tutti, non si sono registrate anomalie rispetto al passato. Il livello di assenze è rimasto in linea e, a scuola, abbiamo adottato le prescrizioni ministeriali, senza intaccare il regolare svolgimento delle lezioni».
Adesso, però, con la chiusura, il quadro cambia: «L’idea delle lezioni da casa ci è venuta in mente già da qualche tempo. Adesso dovremo metterla in pratica. Credo che già in settimana, al massimo da lunedì, gli studenti della secondaria di primo grado potranno seguire le lezioni attraverso i loro pc e i tablet. È chiaro che loro sono gli unici destinatari di questo tipo di servizio, sarebbe molto difficile, per non dire impossibile, farlo con i bimbi dell'infanzia e della scuola di primo grado».
Quindi spiega: «Attraverso delle piattaforme alle quale ci appoggiamo, gli studenti potranno collegarsi in remoto da casa e assistere alle lezioni dei loro insegnanti. Il problema, però, è che alcuni dei ragazzi non hanno un pc, mentre non sono tanti quelli a possedere un tablet. Questo perché oggi l'utilizzo dello smartphone ha sostituito gli altri dispositivi. Tuttavia, sperando che almeno si possa fare affidamento sui tablet, daremo il via a questo esperimento. Per la nostra scuola si tratta di una prima volta, ma è una sfida stimolante a cui vogliamo farci trovare pronti, in attesa di poter tornare alla normalità. Si spera il prima possibile». Anche perché, fermo restando la tutela della salute pubblica, questo è il periodo peggiore per sospendere le attività scolastiche: «Si va verso la fine dell’anno, ci sono compiti e interrogazioni per il voto finale e rimanere fermi non fa bene a nessuno. Ma a quanto pare non c’è altra scelta». (a.d.s.)
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