«Scuole, ecco le urgenze» ma la Provincia non ha soldi

22 Novembre 2016

I dirigenti degli istituti superiori hanno indicato l’elenco dei lavori indifferibili Si prevedono tagli statali per 18 milioni. Appello alla Regione e al prefetto

PESCARA. Per risolvere i problemi delle scuole superiori servono fondi, e anche tanti. Ma la Provincia di Pescara, che ha competenza su 18 plessi, non naviga nell’oro e va incontro a una riduzione di trasferimenti da parte dello Stato pari a 18 milioni di euro, che potrebbe essete inserita nella prossima Finanziaria. Ecco perché la Provincia ha deciso di rivolgersi alla Regione e al Governo per ottenere i fondi necessari ad intervenire nelle strutture scolastiche, le cui priorità sono state indicate ieri al presidente di palazzo dei Marmi, Antonio Di Marco, dai dirigenti della Provincia e da quelli delle superiori.

Nel corso di un incontro convocato proprio da Di Marco e a cui hanno partecipato i consiglieri provinciali Leila Kechoud e Ennio Napoletano, insieme alla struttura tecnica e al segretario generale Antonello Langiu, i dirigenti hanno evidenziato i problemi più urgenti da affrontare negli edifici che accolgono gli studenti e, una volta fatto il punto della situazione, è stata stilata mozione che sarà portata all’attenzione del Consiglio provinciale e che, una volta approvata, consentirà di rivolgersi alla Regione e alla Prefettura per chiedere un sostegno, più che mai fondamentale per andare avanti.

Nel documento si ricorda che le difficoltà di bilancio non nascono da oggi e che «le drastiche riduzioni» del passato delle risorse destinate alle Province hanno, di fatto, portato alla conseguente riduzione dei fondi per «la manutenzione, ordinaria e straordinaria del patrimonio scolastico e per la valorizzazione degli istituti scolastici». Ad aggravare la situazione sono «intervenute delle calamità naturali che hanno interessato l'intero patrimonio scolastico» e basti pensare all’ondata di maltempo dei primi di marzo del 2015 che, tra infiltrazioni e allagamenti, ha creato danni per un milione di euro, con la conseguente richiesta alla Regione della dichiarazione dello stato di emergenza e di calamità naturale. Sempre nel 2015 è stato l’anno del crollo di intonaci in un edificio della sede di via dei Sabini dell’Alberghiero De Cecco, per cui sono stati eseguiti lavori di ripristino ed è stato chiesto alla Regione un finanziamento di 600mila euro per completare questo intervento e mettere in sicurezza lo stabile.

Il quadro si è complicato ulteriormente negli ultimi mesi, tra agosto e ottobre, con le scosse di terremoto che hanno richiesto verifiche strutturali nelle scuole, soprattutto nell’entroterra. I sopralluoghi della Provincia, che in alcuni casi hanno portato alla sospensione delle lezioni, hanno consentito di riscontrare «danneggiamenti in numerosi edifici e, in particolare, nell'istituto “Marconi” di Penne e nell’omnicomprensivo “Spaventa” di Città Sant'Angelo», dove i problemi rilevati riguardano «le strutture portanti, con conseguente inagibilità parziale delle sedi. In altri edifici, invece, sono stati registrati danni alle strutture non portanti (ad esempio cavedi, nicchie, tamponature, tramezzature, controsoffitti ed altro) che hanno comportato l'interdizione di numerose aule e spazi comuni con oggettive ripercussioni e disagi sulle comunità scolastiche», dice la mozione della Provincia che ricostruisce quanto accaduto. È stato «determinante», fino al oggi, «il supporto economico della Regione Abruzzo che si è fatta carico di diversi problemi e ha destinato delle risorse finanziarie» a questo capitolo. Senza questo aiuto, «molte criticità sarebbero, ad oggi, ancora esistenti». Ma i fronti su cui intervenire non sono finiti e ci sono «interventi segnalati dai dirigenti scolastici e dagli uffici provinciali che sono indifferibili». Di qui la scelta di demandare al presidente della Provincia il compito di «coinvolgere la Regione e la Prefettura per chiedere che vengano individuate le risorse necessarie». Altrimenti, con i tagli in vista, si rischia il baratro.

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