Scuole, l’Abruzzo perde 2.117 studenti
Crollano le iscrizioni negli asili e nelle superiori, Pescara e Chieti le province più colpite. Andranno a casa 300 insegnanti
PESCARA. Diminuiscono alunni e posti di lavoro di insegnanti e personale scolastico. Il futuro della scuola è nero anche in Abruzzo. I dati forniti dall’Ufficio scolastico per l’Abruzzo sono preoccupanti: le scuole della nostra regione, infatti, avranno 2.117 alunni e studenti in meno il prossimo anno scolastico, che corrisponde ad una diminuzione dell’1,21%. La conseguenza sarà la perdita di 300 posti di lavoro.
LE CAUSE. Sono i sindacati scolastici, che annunciano per lunedì all’Aquila una conferenza stampa, a lanciare l’allarme. Il calo maggiore riguarda la scuola dell’infanzia con meno 824 alunni dovuto alla diminuzione delle nascite. Preoccupa peraltro «il trend dei prossimi anni che prevede una riduzione progressiva», dice Davide Desiati della Cisl scuola Abruzzo Molise. Nelle tabelle che pubblichiamo in alto si legge anche il dato negativo (-543) delle superiori, dovuto in questo caso all’abbandono scolastico.
IL CONFRONTO. La suddivisione per Province vede una riduzione più consistente nel Pescarese, con meno 754 alunni, seguita da Chieti (-637). «La riduzione di 2.117 alunni corrisponde praticamente alla potenziale chiusura in un solo anno di 3 delle 197 scuole abruzzesi, con la potenziale perdita di oltre 300 posti di lavoro in un anno», conferma Desiati.
IL QUADRO. Dalla Cgil scuola è giunta ieri la convocazione di una conferenza stampa regionale sui temi della scuola che si terrà lunedì, alle 11, nella sede della Uil dell'Aquila, in via Saragat, nel nucleo industriale di Pile. «Saranno affrontati gli argomenti dell'istruzione ed i problemi della scuola abruzzese, per illustrare un quadro che suscita un grande allarme nel sindacato», si legge nell’invito.
Quali sono i punti nevralgici? Il primo è «il calo progressivo delle iscrizioni degli alunni che, nel prossimo anno scolastico 2018-19, raggiungerà il numero enorme di oltre 2.000 studenti». Poi, secondo i tre sindacati confederali, c’è «la mancanza di un aiuto strutturale da parte del Governo e del Miur rispetto alle conseguenze, protratte negli anni e persistenti, dei terremoti che hanno sconvolto le aree interne dell’Abruzzo aumentando i fenomeni migratori e di spopolamento e quindi l'abbandono e la dispersione scolastica».
MENO QUALITÀ. Il terzo punto riguarda i tagli alle dotazioni organiche del personale docente e Ata, «che stanno incidendo in modo ormai irrimediabile sul funzionamento della scuola e sulla qualità dell'istruzione determinando, in casi estremi, la chiusura di plessi». E infine ci sono l'aumento degli alunni con disabilità e la precarizzazione degli insegnanti di sostegno.
RIELETTO TURI. In pieno allarme per le scuole, la Uil rinnova i vertici. È Pino Turi il segretario generale eletto dal XIV Congresso nazionale della Uil Scuola che si è svolto a Montesilvano. Una conferma, giunta con una votazione all'unanimità e un lungo applauso. Confermata anche l'intera segreteria nazionale: Giuseppe D'Aprile, Antonello Lacchei, Noemi Ranieri e Pasquale Proietti.

