Sdp al ministro: viadotti, nessun rischio

Ecco la lettera inviata dalla concessionaria dopo la consulenza rassicurante del tribunale
PESCARA. «Assolute condizioni di sicurezza» dei viadotti delle autostrade A24 e A25, il cui degrado «è rilevante dal solo punto di vista “cosmetico”». Lo scrive la concessionaria Strada dei Parchi,al ministero delle Infrastrutture, citando la relazione tecnica dell’ingegnere Bernardino Chiaia, consulente nominato dal giudice nel procedimento penale in corso all’Aquila. La relazione smentisce le valutazioni del consulente della Procura che avevano anche portato ad alcune limitazioni – con conseguenti disagi – alla circolazione. Limitazioni giudicate «inutili” dalla società.
La lettera di Strada dei Parchi, firmata dall’amministratore delegato Riccardo Mollo, ha uno scopo palese: smontare una delle motivazioni – già contestate alla società – con cui il Governo potrebbe togliere senza indennizzo la concessione autostradale a Strada dei Parchi accusandola di inadempienza. Si legge infatti nella missiva di Mollo: «È appena il caso di rilevare che la Commissione ministeriale per la verifica tecnico-giuridica sulla concessione autostradale di Strada dei Parchi aveva dato ampio risalto nella sua relazione a tale presunto rischio, recependo acriticamente le valutazioni cui era giunto l'ing. Salvatori. Consulente (oltre che della Procura) presso il Tribunale di Sulmona».
VIADOTTI SICURI
«Nella relazione il Prof. Chiaia ha dato atto, a seguito delle verifiche e prove di carico eseguite, delle assolute condizioni di sicurezza, con esclusione del minimo rischio statico dei viadotti esaminati (siti nel territorio di competenza della Procura di L'Aquila), smentendo in modo netto le valutazioni cui era giunto il consulente della Procura a seguito di un esame solo visivo», scrive Mollo.
Poi ancora: «Il prof. Chiaia ha dichiarato che il degrado dei viadotti (che, indirettamente, dichiara riconducibile a situazioni insorte già prima dell'avvio della concessione de quo) è rilevante dal solo punto di vista "cosmetico", e non ha alcun impatto sulla sicurezza e sulla piena fruibilità dei viadotti».
LIMITAZIONI «INUTILI»
Nella lettera Strada dei Parchi non chiede apertamente di poter togliere le limitazioni, come restringimenti di carreggiata e riduzioni di velocità, che coinvolgono i viadotti in questione. Ma fa capire che, dopo la consulenza, non sono più motivate. Si legge infatti nella missiva: «le altre due Procure che hanno contestato il reato di “attentato alla sicurezza dei trasporti”, quella di Pescara e Teramo, non hanno ipotizzato alcun rischio statico dei viadotti. Non si può che ricordare che le misure di regolamentazione del traffico — le cui necessità è smentita dal contenuto della relazione del Prof. Chiaia – furono imposte dalla DGVCA del ministero. Pur avendole contestate con dovizia di argomenti perché inutili, la scrivente fu costretta ad adottarle per non essere dichiarata inadempiente».(l.t.)

