«Sede della Regione? No nell’area di risulta»

4 Luglio 2022

Il Pd boccia il progetto del Comune per gli uffici dell’ente: è meglio realizzarli nella periferia della città

PESCARA. «Torniamo i a ribadire con forza il nostro più ampio disappunto circa la delibera del 17 giugno scorso sulla riqualificazione dell’area di risulta di Pescara e sul relativo protocollo d’intesa regionale per la realizzazione del palazzo della Regione». A parlare così sono il segretario del Pd Antonio Caroselli e Francesca Carnoso e Umberto Coccia del circolo Pd Nuova Pescara, a pochi giorni dall’approvazione da parte della giunta comunale di un atto di indirizzo che dà il via ad un accordo di programma per la realizzazione della sede regionale.
«L’attuale amministrazione», dicono gli esponenti del Pd, «manifesta il proprio interesse a costruire il palazzo della Regione nello spazio di 9mila metri quadrati oggi adibiti a parcheggi, in cui i costi nell’inerzia e nell’incompetenza valutativa e creativa sono via via aumentati con il rischio attuale di trasformarsi in una valanga».
«La delibera sulla riqualificazione dell’area in questione», sostengono, «è la prova solare della incapacità amministrativa dell’attuale giunta che “ama Pescara”, o dovrebbe amare Pescara, ma che probabilmente avrebbe bisogno di essere psicanalizzata rispetto alla tossicità di questa sua tensione amorosa. Basti pensare al conclamato fallimento della riqualificazione di viale Marconi. Non vogliamo un viale Marconi bis tanto più in un’area in cui la collocazione della Regione non apporta alcun valore aggiuntivo e che va invece popolata di vita cittadina con servizi che coniughino ad esempio la risposta alle problematiche ambientali con l’accrescimento dell’offerta pubblica in favore dei residenti e di tutti coloro che dalla stazione e dai Comuni limitrofi vengono ad abbracciare la nostra città».
«Il solo pensare di collocare il palazzo della Regione nell’attuale area di risulta è profondamente sbagliato», avvertono gli esponenti del Pd, «un ragionamento più funzionale e certamente più coerente rispetto alla necessità di riqualificazione di specifiche aree dovrebbe semmai riportare alla possibilità di trasferire la sede di rappresentanza regionale nella periferia ovest della città, che certamente troverebbe arricchimento dalla carica rigenerativa data dalla presenza di funzioni pubbliche collettive».