Segnali Dal telefonino il 2 e il 7 agosto

PESCARA. Qualcosa di improvviso, di inaspettato, ha incrociato il percorso di padre Luciano Ciciarelli a Medjugorje. Il 2 agosto, dopo avere inviato le ultime mail dall'hotel dove aveva preso in...
PESCARA. Qualcosa di improvviso, di inaspettato, ha incrociato il percorso di padre Luciano Ciciarelli a Medjugorje. Il 2 agosto, dopo avere inviato le ultime mail dall'hotel dove aveva preso in affitto una stanza e avere celebrato messa, il missionario monfortiano di Civitella Casanova si è incamminato lungo la collina della Croce blu, uno dei punti di più facile accesso.
Era la tarda mattinata di quella domenica. Qui, il sacerdote ha incontrato un pellegrino sudamericano con il quale aveva partecipato alla messa del giorno precedente. L'uomo ha visto padre Ciciarelli sereno e sorridente. Potrebbe essere stato lui l'ultimo a vederlo.
Il missionario, ha raccontato il fedele alla polizia bosniaca, gli ha detto che voleva recarsi in un altro luogo di culto di Medjugorje, situato in una collina non distante, per raggiungere il quale avrebbe dovuto attraversare piccoli sentieri circondati da rovi e sterpaglie. Un tratto obbligato per arrivare a destinazione.
Il suo ultimo tragitto è stato ricostruito dagli investigatori, in quella che appare al momento come l'ipotesi più accreditata.
Che cosa ha fatto, dunque, il missionario? Si è incamminato subito verso quel sentiero? Padre Ciciarelli ha 79 anni e un'energia singolare per la sua età. Potrebbe avere pensato di sfidare comunque la temperatura elevata di questo periodo ed essersi avventurato su quei sentieri. Che però, ammoniscono gli esperti che lo stanno cercando, nasconde molte trappole, prima fra tutte la difficoltà nell'orientarsi. Padre Luciano potrebbe essersi smarrito oppure, stremato, avere perso conoscenza. O ancora, potrebbe essere caduto ed essere rimasto ferito, nell'impossibilità di chiedere aiuto. Ma non è neppure da escludere l'ipotesi di un'aggressione.
Ciò che è certo è che il sacerdote non è più tornato nella sua stanza, dove ha lasciato computer, soldi, medicine e documenti. Era atteso il 4 agosto al Magnificat, un altro alloggio di Medjugorje, dove due giorni dopo avrebbe dovuto seguire un corso di esercizi spirituali in lingua spagnola. Ma il missionario, arrivato in Bosnia il 28 luglio in occasione del festival del giovani, là non è mai arrivato.
Un esercito di soccorritori sta battendo l'intera area per ritrovare il sacerdote di Civitella, la cui improvvisa sparizione ha destato scalpore in tutta Medjugorje e mobilitato anche la Farnesina. Oltre alla polizia bosniaca, sono impegnate nelle ricerche anche due associazioni.
Da una parte c'è il soccorso alpini volontari, un'organizzazione nazionale che sta radunando personale da tutta la Bosnia; dall'altra ci sono i cacciatori. Solo i canali ufficiali possono condurre le ricerche, anche se moli cittadini locali si sono resi disponibili a dare una mano.
Tutti i giorni squadre di venti persone battono l'area, dalle 18 all’una di notte. Un arco di tempo limitato proprio per dribblare il sole a picco e le alte temperature.
Basti pensare che il termometro di giorno arriva a sfiorare i 42 gradi e questo rende difficoltose le ricerche, insieme al fattore da non trascurare della conformazione del territorio, dove la fitta vegetazione e i sentieri molto impervi rendono difficoltoso l'accesso anche alle squadre di soccorso. Perdersi, sottolineano gli esperti del luogo, è facilissimo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

