Sel e Blasioli: «Una strada per Cucchi» Fi: «Un errore»

PESCARA. La strada da intitolare a Stefano Cucchi, il 31enne morto in cella dopo essere stato arrestato per droga, scatena un putiferio a Pescara. Dopo la proposta lanciata su Facebook da Francesco...
PESCARA. La strada da intitolare a Stefano Cucchi, il 31enne morto in cella dopo essere stato arrestato per droga, scatena un putiferio a Pescara. Dopo la proposta lanciata su Facebook da Francesco Pagnanelli (Pd) e la replica del sindacato Coisp di polizia, che ha invitato alla cautela visto che il processo a carico dei medici del Regina Coeli non si è ancora concluso, ieri i politici locali sono tornati sul caso. Dividendosi tra favorevoli e contrari.
Il vice capogruppo comunale di Forza Italia, Vincenzo D'Incecco, ha ritenuto impropria la proposta, in quanto le strade, solitamente, vengono intitolate a illustri personaggi che hanno contribuito a portare fama e meriti alla città o alla nazione e che possano fungere da esempio per le giovani generazioni. «La politica, in queste situazioni, dovrebbe rimanere in silenzio per permettere il sereno svolgimento di tutte le fasi processuali, e soprattutto per non cavalcare e strumentalizzare il dolore dei familiari del giovane Cucchi e di tutti coloro che hanno perso i propri cari, senza purtroppo trovare i colpevoli».
Ma per Sel Pescara, «qui nessuno è contro le forze dell'ordine, ma chi sbaglia dev'essere perseguito a norma di legge e, a meno che non si creda che Cucchi si sia picchiato da solo, qualcuno è stato e questo qualcuno dev'essere smascherato e assicurato alla giustizia in nome di quegli stessi valori che il corpo di polizia intende difendere. I rappresentanti delle forze dell'ordine dovrebbero essere i primi a chiedere chiarezza in questa faccenda allo scopo di assicurare alla giustizia eventuali mele marce, che infangano non solo i valori di solidarietà umani, ma anche i valori espressi nella nostra Costituzione e disonorano il corpo dello Stato a cui appartengono».
Antonio Blasioli, presidente del consiglio, sostiene che non si possa negare a un consigliere il diritto di iniziativa, giusta o sbagliata che sia. E ricorda che la proposta di intitolare una via a Cucchi è stata avanzata anche in altri Comuni d’Italia. In ogni caso, secondo la legge, occorre attendere almeno 10 anni dal decesso perché possano essere concesse intitolazioni.

