Senz’acqua 4 ore al giorno Parte l’esposto alla Procura

Due condomini di via Vicentino Michetti lamentano l’interruzione del servizio Inutili le segnalazioni all’Aca e i sopralluoghi. Lanciato un appello al sindaco
PESCARA. Da mesi sono costretti a subire «interruzioni totali o parziali di acqua potabile». Non riuscendo a risolvere il problema direttamente con l’Aca hanno deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica, presentando un esposto. Sono i residenti di due residence situati in via Vicentino Michetti che non ne possono più di queste interruzioni improvvise, mai segnalate.
Il problema va avanti dal mese di gennaio, è quotidiano, e si verifica due volte al giorno, per circa quattro ore al giorno, durante le quali la fornitura dell’acqua viene interrotta per «asserita diminuzione di pressione». Il disagio è «enorme», dice uno dei firmatari dell’esposto, facendo notare che la sospensione coincide con le ore «maggiormente critiche della giornata», cioè il pranzo e la cena. E la preparazione dei pasti, le pulizie domestiche e personali diventano difficili, specie per chi ha dei bimbi piccoli a casa. Questo residente ha contattato più volte il numero verde dell’Aca destinato a ricevere le segnalazioni dei guasti e, nonostante l’intervento di un tecnico, il problema è rimasto. Il sopralluogo avrebbe consentito di rilevare che la pressione è pari a zero nelle fasi di mancata erogazione dell’acqua. La stessa persona ha anche scritto all’Aca e parlato telefonicamente con due referenti, ottenendo un sopralluogo. Ma l’interruzione prosegue e non si riesce a capire perché nelle ore successive a questi lunghi stop la pressione torni «regolare e consistente».
Nell’esposto si spiega che «la situazione è stata subito e ripetutamente portata a conoscenza della società distributrice» ma non c’è stato un «intervento chiarificatore da parte della società stessa».
Rivolgendosi alla Procura i cittadini si dicono «danneggiati» dal comportamento dell’Aca, «nonostante il regolare e tempestivo pagamento di tutte le bollette dell’acqua», e fanno notare che oltre al danno diretto per il disagio provocato dall’interruzione dell’erogazione c’è «il danno provocato agli elettrodomestici».
La questione, scrivono alla Procura, è «di una delicatezza estrema e meritevole di un approfondimento giudiziario per accertare ogni ed eventuale violazione di legge da parte di quanti avrebbero dovuto garantire la regolarità del servizio di erogazione dell’acqua per uso umano, tra l’altro a pagamento».
Uno dei residenti si è rivolto anche al sindaco per chiedere di farsi «tutore e portavoce dei bisogni» di questi cittadini. Ad Alessandrini è stato chiesto di sollecitare la questione all’Aca per ottenere «risposte e soluzioni» e il sindaco si è attivato, ha contattato l’Aca, come ha comunicato lui stesso a fine ottobre al proprietario di un alloggio. Ma nulla è cambiato.
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