Senza Green pass sul bus, 746 lasciati a terra

I controlli disposti dal prefetto. Chiuso un locale, cliente nei guai: al ristorante col certificato di un altro
PESCARA. Molti, la maggior parte, rispettano le regole: hanno il Green pass (base o rafforzato) e indossano la mascherina nelle zone dove è obbligatoria. Ma sono parecchi anche coloro che non hanno il certificato verde e lo dimostrano, innanzitutto, i numeri della Tua che parlano di 746 trovate senza Green pass sui 11.671 passeggeri controllati sui mezzi pubblici e a terra (le altre 10.925 erano in regola). I controlli avvengono per lo più alle fermate per cui chi non ha il certificato verde non sale sul bus. È uno dei dati del report della prefettura sugli accertamenti sui Green pass che, a parte i dati della Tua, hanno riguardato 4.244 persone, da lunedì a domenica scorsi. Quelle trovate senza Green pass sono state tre e un’altra non aveva la mascherina. Sanzione per tutte e quattro. E la multa, con la chiusura provvisoria, è scattata anche per una delle 526 attività raggiunte da forze dell’ordine e polizia municipale, non avendo rispettato la normativa anti-Covid. Proprio su disposizione del prefetto Giancarlo Di Vincenzo gli accertamenti avvengono in maniera «accurata» tanto che una persona – una di quelle che ha ricevuto la multa – è stata scoperta dalla Guardia di finanza in un locale con il Green pass di altri. Lo ha mostrato al gestore del ristorante ed è risultato in regola per cui è entrato e ha cenato. Ma lo stratagemma non è sfuggito ai finanzieri, che gli hanno chiesto un documento di identità: incrociando i dati della App usata per i controlli con il documento, è emerso che quel certificato non era il suo. Non solo è stato sanzionato ma anche denunciato dalle Fiamme gialle per sostituzione di persona.
I controlli disposti dal prefetto, attuati dal questore Luigi Liguori, si svolgono «principalmente nelle aree di maggiore affluenza, negli esercizi pubblici e nelle strutture sottoposte all’obbligo di Green pass o di Green pass rafforzato» e si concentrano in particolare «nelle aree della movida, senza trascurare le aree periferiche della città, con attività mirate eseguite anche in provincia». E i dati, commenta il prefetto, «confermano l’assunzione di responsabilità, da parte dei cittadini insieme alla maggiore consapevolezza della necessità di rispettare le regole anti-contagio». (f.bu.)

