Senza stipendio da 7 mesi scioperano il 2 febbraio

MANOPPELLO. Alla conferenza dei sindaci dei 18 comuni della Val Pescara dell'ambito 35 della Comunità montana Montagne Pescaresi, che si è svolta a Manoppelo, hanno partecipato circa 50 dei 70...
MANOPPELLO. Alla conferenza dei sindaci dei 18 comuni della Val Pescara dell'ambito 35 della Comunità montana Montagne Pescaresi, che si è svolta a Manoppelo, hanno partecipato circa 50 dei 70 dipendenti dell'azienda Majella Morrone che gestisce il piano sociale della Comunità. Sono stati presenti per manifestare rabbia e disappunto perché da 7 mesi sono senza stipendio.
Si tratta di operatori sanitari, educatori professionali, psicologi, assistenti sociali e assistenti specialistici nelle scuole che prestano continuativamente un servizio che non può essere interrotto per non incorrere nel reato di sospensione di pubblico servizio. Nonostante questo, però, hanno deciso insieme con i sindaci di astenersi dal lavoro il 2 febbraio per manifestare a Pescara sotto il palazzo della Regione dove vorrebbero incontrare il governatore Luciano D'Alfonso e il commissario liquidatore Paolo Costanzo verso il quale ieri hanno espresso contrarietà per l'assenza alla riunione.
Da Costanzo avrebbero voluto avere spiegazioni in primis sull'uso delle 200mila euro che l'azienda ha ricevuto e che sarebbero stati utilizzati non certo per pagare gli stipendi arretrati e poi sul futuro della stessa azienda. Notizie recenti vorrebbero che questa venga messa in liquidazione e, al suo posto, dovrebbe subentrare una non nota (per ora) cooperativa che dovrebbe gestire il piano sociale per almeno due mesi e poi riprendere al lavoro gli attuali dipendenti – nel frattempo licenziati – attraverso un bando europeo, contrariamente a quanto era a conoscenza dei dipendenti perché riassicurati – dallo stesso Costanzo – su una probabile ripresa e consolidamento della Majella Morrone.
«Andremo fino in fondo», hanno detto ieri in coro. Al momento il loro lavoro si concentra su 60 alunni disabili assistiti, 60 minori affidati ai servizi sociali, 15 famiglie con disagio psico sociale seguite da educatori professionali in tutti i 18 comuni dell'ambito Asl.
Walter Teti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

