Sequestrata una cava abusiva Imprenditore sotto inchiesta

26 Febbraio 2020

PESCARA. Sigilli della procura per una cava abusiva di 3000 metri quadri e di un piazzale in cui erano stoccati illecitamente circa 10mila metri cubi di rifiuti speciali provenienti da attività di...

PESCARA. Sigilli della procura per una cava abusiva di 3000 metri quadri e di un piazzale in cui erano stoccati illecitamente circa 10mila metri cubi di rifiuti speciali provenienti da attività di demolizione nel comune di Cepagatti. Il titolare della società interessata (la Femi, Forniture edili materiali inerti) Francesco Giannini, 76 anni, di Chieti, finisce sotto inchiesta per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e realizzazione di opere edilizie in assenza dei permessi a costruire. La scoperta è stata fatta grazie all'attività di sorvolo dei carabinieri che hanno segnalato quella anomala situazione al gruppo carabinieri forestali che avviarono le indagini coordinate dal pm Salvatore Campochiaro. Per il gip Elio Bongrazio, che ha firmato il decreto di sequestro preventivo, la situazione è piuttosto chiara: «Emerge», scrive nel provvedimento, «con tutta evidenza la realizzazione, nell'area individuata, di operazioni di escavazione e movimentazione terra, finalizzate alla creazione di una cava, per la quale tuttavia non risulta che l'indagato abbia richiesto le autorizzazioni amministrative». Gli investigatori avevano documentato quel traffico con una serie di pedinamenti e di riprese fotografiche e video, individuando nell'area incriminata anche la presenza di un mulino di riduzione volumetrica, «evidentemente destinato alla trattazione degli scarti stessi», come afferma il giudice. Ma per il gip non si tratta di una «mera attività di stoccaggio, bensì anche di una ben più organizzata e stabile attività di gestione di rifiuti, sebbene in carenza dei necessari titoli autorizzativi». Le indagini dei carabinieri forestali avrebbero anche accertato che quei rifiuti venivano smistati verso un'altra ditta con la quale l'indagato avrebbe stipulato un contratto di appalto per il trasporto e il conferimento di rifiuti derivanti dalle attività di demolizione e costruzione. L'altro reato contestato a Giannini riguarda invece la realizzazione di una cava in assenza di permesso a costruire. (m.cir.)