Sequestrate diecimila dosi di hascisc

Spoltore, operazione della Guardia di finanza. Ai domiciliari un albanese incensurato di 30 anni trovato con 5 chili di droga
SPOLTORE. I finanzieri lo hanno fermato per un normale controllo, ma quando gli hanno trovato in macchina 60 grammi di marijuana hanno subito capito che ci poteva essere dell’altro. E sono andati a controllare a casa e nella seconda auto che aveva nella sua disponibilità.
È in questo modo che i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria guidati dal colonnello Michele Iadarola hanno trovato e sequestrato altri quattro chili di marijuana sottratti così allo spaccio locale, e arrestato il presunto “proprietario”. Si tratta di un albanese di 30 anni residente a Villa Raspa di Spoltore, M.F., finora incensurato, che dopo la convalida dell’arresto da parte del giudice è agli arresti a casa, proprio grazie alla fedina penale immacolata fino all’incontro dei giorni scorsi con i finanzieri.
Un incontro alla fine neanche troppo casuale, considerando l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio disposta dal comando provinciale della Guardia di finanza che nei giorni scorsi ha portato i militari anche nella zona di Spoltore. È lì che l’utilitaria sulla quale viaggiava il trentenne albanese è stata fermata per un controllo. Ma l’involucro trovato dalle forze dell’ordine, con 60 grammi di marijuana al suo interno, ha stravolto completamente i programmi del trentenne. Di lì a poco, infatti, gli investigatori hanno trovato nel bagagliaio dell’altra macchina dell’uomo i quattro chili di marijuana divisi in varie confezioni, a cui si sono aggiunti altri quantitativi confezionati e nascosti in casa e che hanno fatto salire il quantitativo del sequestro a cinque chili.
Secondo gli investigatori, una volta immessa sul mercato dagli spacciatori, la droga avrebbe fruttato all’incirca diecimila dosi con un guadagno complessivo stimato intorno ai ai 50mila euro.
È da qui, adesso, che proseguono le indagini dei finanzieri per riuscire a ricostruire da dove arrivava la droga e a chi era indirizzata. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il trentenne fosse reduce da un viaggio di approvvigionamento dello stupefacente. Importanti risposte potrebbero arrivare dall’esame del suo telefonino che, attraverso gli ultimi contatti, potrebbe svelare da chi si era rifornito e a chi era pronto a rivenderla. Per la Finanza si tratta comunque «del risultato dei servizi mirati svolti sul territorio pescarese a contrasto dell’illecito traffico e spaccio degli stupefacenti, che nell’ultima settimana aveva già visto l’esecuzione di altri interventi e ulteriori sequestri soprattutto nei dintorni della stazione centrale di Pescara». (s.d.l.)
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