Serraiocco rischia un altro processo

Il commercialista accusato di distrazioni di beni nella bancarotta della Anno Zero service
PESCARA. In nove rischiano di finire sotto processo per una serie di distrazioni di beni: «un danno patrimoniale di rilevante gravità», come spiega il pm Andrea Di Giovanni nella sua richiesta di rinvio a giudizio che verrà discussa davanti al gup il 20 febbraio, in relazione alla bancarotta della società “Anno Zero Service”.
Nella vicenda, i protagonisti principali sono Vincenzo Serraiocco, commercialista di Pescara, candidato a sindaco, noto alle cronache giudiziarie per alcuni procedimenti importanti, fra cui quello sul crac de Le Naiadi per il quale è stato condannato a 4 anni e mezzo di reclusione; accanto a lui suo fratello Andrea e anche due esponenti politici del centrodestra: l'assessore Eugenio Seccia e il consigliere comunale, Claudio Croce. Nella richiesta figurano anche Mirko Paolini (che deve rispondere anche di calunnia), in qualità di presidente del cda della società; Nelco Doati, quale amministratore unico, e poi Laisa Del Ciotto, Donato Zicola e Francesco Di Censo. Evasione fiscale e bancarotta fraudolenta sono le accuse che la procura contesta ai due Serraiocco (Andrea quale amministratore di diritto della Mkp Pretail Solution srl), Polini, Doati e Croce, quest’ultimo in qualità di consigliere del cda della società Anno Zero. Cda che, secondo l'accusa, avrebbe avallato le operazioni illecite dei Serraiocco e di Paolini. Nel capo di imputazione si parla di distrazione di beni per alcune centinaia di migliaia di euro: 220mila euro mediante bonifici sarebbero finiti alla Mkp Retail Solution, amministrata da Andrea Serraiocco e Paolini, «partecipata per l'80% dalla Serraiocco Consulting amministrata anche di fatto da Vincenzo Serraiocco, mentre per il restante 20% dalla Sport Life»; e poi altri 30 mila euro finiti, «mediante fittizie operazioni di sponsorizzazione in favore della Asd Sportlife Pallanuoto Pescara (riconducibile e amministrata da Doati e Vincenzo Serraiocco)». E ancora 200mila euro finiti a Paolini a titolo di compenso amministratore; 440mila euro prelevati dalla società «senza giustificazione». E c’è anche la distrazione dell’intera azienda, «ceduta di fatto e senza corrispettivo alla newco Mpk Retail Solution, con medesimo oggetto sociale della fallita Anno Zero, amministrata da Andrea e Vincenzo Serraiocco e Paolini». Seccia faceva parte del collegio sindacale insieme a Del Ciotto, Zicola e Di Censo dal «22 marzo del 2019 fino alla data del fallimento». (m.cir.)

